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L'Ocse smonta il redditometro ma salva l'Imu

del 03/05/2013
di: di Tancredi Cerne
L'Ocse smonta il redditometro ma salva l'Imu
L'Ocse smonta il redditometro italiano. Ma salva l'Imposta municipale unica sugli immobili (Imu). «Misure come il redditometro fanno aumentare i costi amministrativi destinati a contrastare l'evasione e fanno pesare un onere ingiusto sulle persone e le imprese rispettose della legge che si comportano onestamente e pagano le tasse. Bisogna chiedersi se tali costi si giustificano», ha detto ieri il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurrìa, in occasione della presentazione del rapporto sull'economia italiana. «Quando l'evasione è un fenomeno così diffuso», ha aggiunto, «bisogna decidere se mitigare le misure di contrasto all'evasione o mantenere costi amministrativi elevati». Tutto bene invece per l'Imu che, secondo Gurrìa, «non rappresenta un'imposta che provoca distorsione nelle grandi scelte economiche e sulla ricchezza». Nel ribadire la necessità di aumentare i posti di lavoro e la sicurezza sociale in Italia, il segretario generale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha ricordato che la via assunta dai paesi Ocse per rafforzare l'introito fiscale si basa su «l'imposta sui consumi, vale a dire l'Iva, sull'imposta sulla proprietà immobiliare e quella sull'emissione di gas. Questa», ha concluso, «è la tendenza generale». Nel suo rapporto sull'Italia, l'Ocse ha comunque promosso a pieni voti gli obiettivi presentati nel recente Programma di Stabilità e le misure necessarie per raggiungerli, che dovrebbero portare a un calo di lungo termine dell'elevato livello di debito pubblico dell'Italia. «Il livello del debito rimarrà elevato ancora per qualche tempo», ha ammesso Gurrìa «ma è importante continuare sulla via del risanamento fondato su un approccio strutturale». Anche a costo di tempi più lunghi per raggiungere l'obiettivo fissato. «Tagliare le tasse sul lavoro è la cosa da fare se si vuole davvero far crescere il reddito e l'occupazione. Le alte tasse potranno essere tagliate più avanti. E comunque per ridurre le imposte in misura sostenibile bisogna ridurre le spese». Per il numero uno dell'Ocse, nel breve termine sarà possibile abbattere molti degli specifici sussidi e detrazioni fiscali destinati alle imprese, indirizzando tali risorse a programmi di spesa prioritari. Mentre su un orizzonte più lungo, si dovrà ridurre gradualmente il livello complessivo di imposizione. Il tutto, con un occhio di riguardo all'equità. «Ogni soggetto deve corrispondere la sua giusta parte di imposte. A tal fine, è necessario perseverare per accrescere il rispetto degli obblighi fiscali da parte di ogni contribuente, che si tratti di grandi imprese che trasferiscono artificialmente l'utile imponibile verso paesi a bassa imposizione o di persone molto abbienti che non dichiarano tutti i loro redditi», si legge nel rapporto sull'Italia messo a punto dall'Organizzazione parigina secondo cui, quando l'evasione diviene un fenomeno diffuso, bisogna decidere se si vogliono mitigare le misure di contrasto (riducendo così i costi amministrativi) o mantenere costi amministrativi elevati. Gli esperti di Parigi hanno spezzato una lancia anche in favore di una maggiore cooperazione tra l'Agenzia delle entrate e le camere di commercio o i sindacati in modo da aumentare il livello di conoscenza e di collaborazione tra il contribuente e il Fisco. E hanno definito positiva la campagna di contrasto ai grandi evasori messa in atto dall'Agenzia delle entrate la cui eco mediatica sembra destinata a disincentivare il perpetrarsi dell'evasione su larga scala. Infine, Gurrìa ha sottolineato l'importanza della trasparenza e responsabilizzazione per favorire l'efficienza e la buona governance, contrastare la corruzione e ridurre la vulnerabilità al crimine organizzato. «L'Ocse è molto favorevole a un più ampio uso della Consip, la centrale di acquisti della pubblica amministrazione, per ridurre i costi e la corruzione. Siamo convinti che i provvedimenti volti ad accrescere l'efficienza della giustizia civile, come il processo di semplificazione attualmente in corso in Italia, consentiranno di risparmiare risorse e di fornire sostegno a un settore imprenditoriale più efficiente».

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