Consulenza o Preventivo Gratuito

Dirigente di staff responsabile anticorruzione

del 27/04/2013
di: Luigi Oliveri
Dirigente di staff responsabile anticorruzione
L'incarico di responsabile della prevenzione della corruzione, nei ministeri e nelle amministrazioni diverse dagli enti locali, va assegnato a dirigenti operanti presso gli staff degli organi di governo o posti a dirigere gli uffici di disciplina. Mentre negli enti locali il compito per legge spetta ai segretari comunali. E' stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la circolare 1/2013 del Dipartimento della Funzione Pubblica, che contiene le prime indicazioni per l'applicazione della legge 190/2012, “anticorruzione”. E' il primo passo ufficiale di Palazzo Vidoni nel complicato percorso che impone alle amministrazioni di dotarsi di una serie di strumenti finalizzati a contrastare fenomeni corruttivi, in attesa del fondamentale piano nazionale anticorruzione, che il Dipartimento ha il compito di redigere e la Civit (Commissione Indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche), nella veste di Autorità nazionale anti corruzione, dovrà poi approvare. La Civit, come è noto, ha ritenuto che il termine dello scorso 31 marzo per approvare i piani anticorruzione da parte di ciascuna amministrazione è da considerare ordinatorio: sarà l'approvazione del piano nazionale a far scattare definitivamente le lancette per il conto alla rovescia, finalizzato all'attivazione degli strumenti anticorruzione. La circolare 1/2013, tuttavia, fornisce alcune prime indicazioni utili per avviare il lavoro che le amministrazioni debbono in ogni caso apprestare. In particolare, risulta utile la definizione che Palazzo Vidoni fornisce di corruzione. La legge 190/2012 è sostanzialmente divisa in due parti: la seconda modifica in parte il codice penale, regolamentando il reato di corruzione e le pene relative. La prima parte, invece, è dedicata alle amministrazioni pubbliche e fissa una serie di regole e comportamenti (rinviando ad altre norme “accessorie”, quali ad esempio il riordino della trasparenza adottato col d.lgs 33/2013), con l'obiettivo di ridurre al minimo i rischi di comportamenti corruttivi. Tali indicazioni, tuttavia, molte delle quali di natura organizzativa, non si limitano a prendere in considerazione la corruzione come reato. La circolare spiega che le situazioni da prendere in considerazione per organizzare l'attività amministrativa ed i servizi così da contrastare la corruzione sono più ampie della fattispecie penalistica. Nel contesto della legge 190/2012, per la parte dedicata all'azione amministrativa, dunque, della corruzione non bisogna guardare la sola accezione penalistica, ma riferirsi ad un concetto più ampio, intendendo per corruzione ogni azione o comportamento che svii dai principi fondamentali di trasparenza, correttezza, buona fede, parità di trattamento, ragionevolezza ed equità, che portino, come conseguenza, all'abuso da parte di un soggetto dotato di poteri pubblici di cui dispone, finalizzato ad ottenere vantaggi privati (propri o di terzi), a detrimento dell'interesse generale.

vota  
SULLO STESSO ARGOMENTO
Antiriciclaggio in agguato sui mandatari politici

del 24/01/2013

Mandatari politici. Antiriciclaggio in agguato. Nessuna deroga per banche e poste alle prese con l'a...

Aggiotaggio del manager, capogruppo responsabile

del 30/01/2013

Scatta la condanna per responsabilità amministrativa dell'ente ai sensi della «231» a carico della s...

Evasore fiscale: soggetto socialmente pericoloso

del 31/01/2013

L'evasore fiscale incallito va considerato un soggetto «socialmente pericoloso». È questa la definiz...