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Contenzioso tributario: notai e catasto pacificato

del 24/04/2013
di: di Andrea Bongi
Contenzioso tributario: notai e catasto pacificato
Nella mediazione tributaria anche le controversie in materia di operazioni catastali e attribuzioni di rendita nonché quelle inerenti la c.d. imposta principale «postuma» in materia di registro.

Sono questi, in estrema sintesi, i principali spunti desumibili dalla lettura dello studio n. 72-2013/T del Consiglio nazionale del notariato dedicato al delicato tema della mediazione tributaria e dell'imposta principale postuma di registro. Dopo aver delineato le linee principali del nuovo istituto deflattivo del contenzioso tributario di cui all'articolo 17-bis del dlgs 546/1992, lo studio del notariato si concentra sulla possibilità dell'utilizzo di tale procedura anche per le controversie che vedono direttamente coinvolto il Notaio nell'esercizio delle sue peculiari attività.

In quest'ottica lo studio in oggetto ricorda come per effetto della integrazione dell'Agenzia del territorio nell'Agenzia delle entrate, disposta dall'art.23-quater del dl 6 luglio 2012 n.95 inserito dalla legge di conversione 7 agosto 2012 n.15, a decorrere dal 1° dicembre 2012, sono da ricondurre nella competenza di quest'ultima anche gli atti in precedenza di pertinenza del Territorio. Ciò comporta che risulta ora necessario accedere alla mediazione tributaria anche in relazione, ad esempio al tributo liquidato in relazione alla rendita attribuita e/o ai relativi accessori ovvero alle sanzioni irrogate con il medesimo atto. Attività per le quali prima di detta assimilazione risultavano esclusi dalla mediazione perché non provenienti dall'Agenzia delle entrate.

Ciò significa che nella ipotesi di mancata presentazione della dichiarazione di aggiornamento catastale dovuta dal contribuente ai sensi del comma 8 art.19 del dl 31 maggio 2010 convertito in legge n.122/2010 e quindi della consequenziale attribuzione della rendita presunta in esito all'aggiornamento fatto d'ufficio dalla ex Agenzia del territorio ora Agenzia delle entrate, il contribuente deve ora procedere con l'esperimento della procedura di reclamo e/o mediazione qualora fosse intenzionato a contestare i tributi speciali connessi con la procedura di attribuzione della rendita stessa oppure i relativi accessori o le connesse sanzioni.

Procedura di reclamo e/o mediazione della quale il contribuente non potrebbe avvalersi per contestare invece i tributi dovuti al Comune in esito alla procedura di attribuzione della rendita presunta in tal modo effettuata.

Procedura di reclamo e/o mediazione che dovrebbe essere parimenti esperita anche per le ipotesi afferenti l'avviso di liquidazione della c.d. imposta principale postuma di registro. Ipotesi queste ultime che possono verificarsi, come previsto dall'art.42 del dpr n.131/86, quando sia necessario provvedere a correggere errori od omissioni in cui il notaio sia incorso nel procedimento di autoliquidazione dell'atto.

Quanto al soggetto legittimato a proporre l'istanza di reclamo, conclude lo studio in oggetto, «può essere intuitivamente solo il notaio e non le parti dell'atto, in quanto solo il notaio che ha inoltrato il modello unico e autoliquidato l'imposta principale è destinatario dell'atto reclamabile con la procedura in oggetto».

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