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Reato unico senza riserva a chi ricicla e autoricicla

del 24/04/2013
di: La Redazione
Reato unico senza riserva a chi ricicla e autoricicla
Un'unica fattispecie di reato, che comprenda riciclaggio e autoriciclaggio, eliminando la clausola di riserva «fuori dei casi di concorso», oppure prevedere una fattispecie autonoma di autoriciclaggio, circoscrivendo il suo ambito di applicazione solo ad alcune delle condotte oggi punibili a titolo di riciclaggio. Queste le due proposte alternative formulate dal gruppo di studio istituito al ministero della giustizia in materia di riciclaggio, presieduto dal procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, illustrate ieri. Entrambe le proposte prevedono il mantenimento dell'attuale cornice edittale della reclusione (da 4 a 12 anni) con l'aumento della multa, che può variare, a seconda delle ipotesi, da 5mila a 50 mila euro oppure da 10 mila a 100 mila euro. Il gruppo di studio propone così modifiche legislative per estendere la punibilità per riciclaggio anche all'autore o al concorrente nel «reato-presupposto» che ha generato i proventi illeciti. In particolare, si pensa a rivedere «l'attuale collocazione sistematica» della fattispecie, inserendo il riciclaggio e, in prospettiva, l'autoriciclaggio, in un titolo del codice penale dedicato alla tutela dell'ordine economico e finanziario. Per semplificare l'attuale quadro normativo, si propone poi di far confluire all'interno delle suddette fattispecie di reato anche quella di «impiego in attività economiche e finanziarie di denaro, beni o altra utilità di provenienza delittuosa» oggi contemplata dall'articolo 648 ter del codice penale. La Commissione di studio, infine, ha valutato interventi di modifica della normativa antiriciclaggio del 2007, soprattutto per porre rimedio ad alcune difficoltà applicative, concentrandosi in particolare sulle sanzioni penali e amministrative e sull'approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio. Sulla base di indicazioni fornite da diversi esperti, il gruppo di studio si è soffermato anche sull'analisi di temi quali l'abuso dei beni sociali, con la configurazione di un'apposita fattispecie di reato, il monitoraggio fiscale, il cui sistema andrebbe rivisto, e la previsione di strumenti a carattere premiale.

La Commissione ministeriale presieduta da Antonio Fiorella, in materia di depenalizzazione, ha invece proposto tra l'altro di depenalizzare alcune norme riguardanti l'immigrazione. Si parla di abrogare due articoli (il 6 e il 10 bis) del testo unico sull'immigrazione: nel primo articolo, è prevista una disciplina speciale per l'extracomunitario che non ottempera, senza giustificato motivo, all'ordine di esibizione del passaporto e del permesso di soggiorno, mentre con il secondo è stata introdotta la previsione dell'espulsione quale sanzione sostitutiva irrogata dal giudice. La proposta di legge della Commissione presieduta da Fiorella si muove, più in generale, lungo le linee della depenalizzazione «in astratto», ossia con la trasformazione dei reati in illeciti amministrativi, e «in concreto», cioè con l'ampliamento delle ipotesi di oblazione e di estinzione del reato con condotte riparatorie, e con l'irrilevanza penale del fatto. Sulla depenalizzazione «in astratto» si propone una delega al Governo: alcune materie, come ambiente, territorio e paesaggio restano escluse da tale opera di depenalizzazione «per l'importanza dei beni coinvolti». Si propone poi l'abrogazione di alcuni reati «bagatellari», o di scarsissima applicazione, oppure non compatibili con i principi costituzionali. Si pensa anche all'abrogazione dell'articolo 270 cp, sulle associazioni sovversive, perché assorbito dall'articolo 270 bis cp, e delle fattispecie di oltraggio, tranne quello al magistrato in udienza. Il progetto prevede anche l'estensione della punibilità a querela e l'introduzione della particolare tenuità del fatto come causa ostativa alla punibilità: quest'ultima novità è già stata sperimentata nei processi a minori e davanti al giudice di pace. Infine, si propone l'introduzione di una «anagrafe delle fattispecie penali» per calibrare gli interventi di depenalizzazione.

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