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Cambiali sotto la lente delle norme antiriciclaggio

del 23/04/2013
di: La Redazione
Cambiali sotto la lente delle norme antiriciclaggio
Cambiali sotto la lente antiriciclaggio. Il ministero dell'economia, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, sta valutando la compatibilità della circolazione delle cambiali ordinarie con la normativa antiriciclaggio. Alle cambiali le norme antiriciclaggio si applicano nella misura delle segnalazioni di operazioni sospette o adeguata verifica ma, per esempio, non si applicano i limiti previsti per gli assegni della soglia dei 1.000 euro (articolo 49 del dlgs 231/07) in quanto per consolidata interpretazione sono considerate titoli di credito solo particolari forme di vaglia cambiari: vaglia cambiari speciali emessi dall'Istituto di emissione, dal Banco di Napoli e dal Banco di Sicilia.

Uno strumento di pagamento e liquidità, quello della cambiale, dunque che in molti avevano ormai considerato in via d'estinzione, da ricordare e studiare nei manuali di diritto bancario e privato, anche perché il meccanismo di circolazione è stato reso ancora meno conveniente dall'aggravio di imposte e bolli fiscali rendendoli nei fatti uno strumento costoso. Ma con il mordere della crisi, la ricerca della liquidità e il gelo del credito lo strumento è stato rispolverato e tirato fuori dalle imprese. Tanto che, sulla scrivania dei funzionari di Via Venti Settembre, si troverebbe un vero e proprio caso pilota della nuova stagione della cambiale. I tecnici lo stanno analizzando, proprio in queste settimane, valutando se determinare un vero e proprio cambio di rotta negli orientamenti consolidati in tema di antiriciclaggio che hanno tenuto fuori la cambiale finora dai limiti della normativa in questione. La vicenda riguarda, in particolare, un'azienda che proprio per trovare una soluzione alla carenza di liquidità ha iniziato ad accettare come pagamento dai propri clienti le cambiali per girarle a sua volta ai fornitori. Le mosse da cui è partita l'azienda sono proprio quelle che per consolidato orientamento hanno considerato la cambiale non un titolo di pagamento come gli assegni ma un titolo di credito e dunque non soggetto ai paletti di cui all'articolo 49 sulla circolazione degli assegni. Non deve averla pensata così un funzionario del ministero dell'economia che ha sollevato un'obiezione all'azienda sotto forma di contestazione con il rischio di sanzione motivando la procedura di infrazione per aver girato la cambiale senza l'intervento di un intermediario finanziario.

Anche se un parere del comitato antiriciclaggio 28/95 mai modificato ritiene che al vaglia cambiario ordinario (cambiale) non si applicano le norme antiriciclaggio perché considerato obbligazione e non titolo di credito.

Ora la conferma che la questione è allo studio del ministero dell'economia per aggiornare la cambiale alle evoluzioni normative. In particolare se anche per le cambiali dovranno essere adottati i limiti alla circolazione introdotti nel 2007 per gli assegni con l'obbligo di non trasferibilità a partire dai 1.000 euro in su e con delle limitazioni dovute alla loro circolazione, tracciabilità e monitoraggio.

Nei giorni scorsi uno studio di Unirec (Unione nazionale imprese a tutela del credito) ha messo in luce che nel periodo 2009-2011 il numero di cambiali siglate per saldare debiti con banche, società di servizi e società di credito al consumo è aumentato del 40 %. Nel periodo 2010 e il 2011 la variazione era stata invece dell'11%. Dati peraltro che trovano risconto sul fronte fiscale. L'Agenzia delle entrate ha riscontrato che nel 2011 sono state emesse 530 mila marche da bollo per cambiali (imposta di bollo pari al 12 per mille dell'importo) che sono arrivate a quota 550 mila l'anno scorso.

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