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L'Iva applicata per errore deve essere rimborsata

del 12/04/2013
di: Franco Ricca
L'Iva applicata per errore deve essere rimborsata
L'Iva applicata erroneamente, qualora non sia possibile correggere la fattura e non esistano rischi per l'erario, deve essere rimborsata. È quanto emerge dalla sentenza della Corte di giustizia Ue 11 aprile 2013, C-138/12, secondo la quale contrasta con il principio di neutralità il diniego di rimborso al fornitore dell'imposta applicata per errore a un'operazione esente, qualora la norma nazionale non consenta la correzione della fattura a motivo del fatto che il fisco ha recuperato definitivamente la detrazione esercitata dal destinatario. Le questioni interpretative della direttiva Iva erano state sollevate dai giudici bulgari nell'ambito di una controversia fra l'amministrazione finanziaria e un'impresa che, dopo avere erroneamente addebitato al cliente l'imposta relativa a un'operazione esente, versandola regolarmente al fisco, successivamente, in seguito all'accertamento con il quale l'amministrazione finanziaria aveva recuperato a titolo definitivo la detrazione d'imposta fruita dal cliente, nell'impossibilità di rettificare la fattura a causa della normativa bulgara, aveva richiesto il rimborso dell'imposta, incontrando però il rifiuto del fisco.

Nella sentenza, la Corte ha osservato che, in base alla direttiva, chiunque indica l'Iva in una fattura è tenuto comunque a versarla all'erario, anche se non corrisponde a un'operazione imponibile. La disposizione mira a evitare il rischio di perdita di gettito fiscale che può derivare dal diritto alla detrazione del destinatario. Nel caso di specie, il diritto nazionale impedisce al fornitore di rettificare la fattura dopo che il fisco ha definitivamente recuperato dal destinatario l'importo dell'Iva detratta e quindi è stato completamente eliminato il rischio per l'erario. In una situazione simile, il divieto di correggere la fattura eccede quanto necessario al raggiungimento dello scopo di evitare perdite di gettito. Pertanto il principio di neutralità dell'Iva osta a che l'amministrazione neghi al fornitore il rimborso dell'Iva fatturata per errore al cliente perché tale fornitore non ha rettificato la fattura errata, quando essa ha già definitivamente negato al cliente il diritto di detrarre detta Iva, circostanza che comporta l'impossibilità di correggere la fattura. Tale principio potrà essere fatto valere dal contribuente in opposizione alla pretesa fiscale.

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