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Aree scoperte non operative senza la Tares

del 10/04/2013
di: di Sergio Trovato
Aree scoperte non operative senza la Tares
Il tributo sui rifiuti e i servizi alleggerisce il carico fiscale sulle imprese. Non sono più soggette alla Tares le aree scoperte non operative, che possono essere considerate pertinenziali o accessorie a locali tassabili. Lo prevede l'articolo 10 del dl sui debiti della p.a. (35/2013), che ha apportato delle modifiche alla disciplina della Tares.

Prima dell'intervento normativo, infatti, le aree scoperte pertinenziali erano soggette a tassazione, mentre fino al 2012 erano escluse dal pagamento sia della Tarsu che della Tia. L'articolo 14 del del dl «salva Italia»(201/2011), che dal 2013 ha istituito il nuovo regime di prelievo sui rifiuti, esonerava dal pagamento solo le aree scoperte pertinenziali di civili abitazioni e quelle condominiali. Con un aumento notevole della tassazione per i soggetti che svolgono attività commerciali e industriali, qualora i comuni avessero applicato a superfici di ampie dimensioni la tariffa relativa alla specifica attività esercitata dall'impresa. Non a caso più volte dalle pagine di questo giornale era stata sollecitata una modifica normativa, per escludere dal pagamento della tassa le aree pertinenziali o accessorie, cosiddette non operative (per esempio, il parcheggio di un supermercato o l'area di manovra di uno stabilimento industriale).

L'articolo 10, inoltre, ribadisce l'esonero dal nuovo balzello delle aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni e quelle condominiali, a meno che non siano detenute o occupate in via esclusiva. Si intende per area accessoria o pertinenziale quella che viene destinata in modo permanente e continuativo al servizio del bene principale o che abbia con lo stesso un rapporto oggettivamente funzionale. Per esempio, un cortile o un giardino condominiale, un'area di accesso ai fabbricati civili e così via.

In effetti, presupposto del tributo è il possesso, l'occupazione o detenzione di locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Quello che conta è la mera idoneità dei locali e delle aree a produrre rifiuti, a prescindere dall'effettiva produzione degli stessi. Rimangono infatti soggette integralmente al pagamento della Tares tutte le aree scoperte utilizzate nell'ambito di attività economiche e produttive, che non abbiano natura pertinenziale. Del resto, per le aree scoperte cosiddette operative esiste una presunzione di produzione di rifiuti. L'orientamento giurisprudenziale è univoco nell'affermare che tutte le aree, a parte le ipotesi di esclusioni contemplate dalla legge, sono potenzialmente produttive di rifiuti. Anche gli specchi acquei sono aree scoperte soggette al prelievo. In materia di Tarsu, il cui presupposto impositivo è analogo alla Tares, la Cassazione ha più volte sostenuto non solo che l'amministrazione comunale si possa avvalere della presunzione di produzione dei rifiuti, ma, addirittura, che il contribuente non possa fornire qualunque prova per superare la presunzione di tassabilità di tutti gli immobili.

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