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Iva a picco, entrate a -9,4% nei primi mesi 2013

del 09/04/2013
di: Beatrice Migliorini
Iva a picco, entrate a -9,4% nei primi mesi 2013
L'inizio del 2013 porta il segno meno per le entrate derivanti da Iva e ruoli. Rispetto al primo bimestre 2012 gli introiti derivanti dall'Iva sono diminuiti del 9,4%. Il 5,6% del totale derivante dal calo degli scambi interni, mentre il 3,8% dal prelievo sulle importazioni. Sorte molto simile anche per i ruoli, che segnano una flessione del 7,9%, sulla quale incide in maggior misura (8,7%) la riduzione degli introiti derivanti dalle imposte dirette. Questi i dati resi noti dal Ministero dell'economia e delle finanze (Mef) il 5 aprile, tramite il bollettino avente ad oggetto le entrate tributarie di gennaio febbraio 2013. In base al bollettino del Mef, in materia di Iva, l'evoluzione negativa del gettito sugli scambi interni, deve essere attribuita al calo della domanda in tutti i principali settori dell'economia. In particolare, a dimostrazione dello stato di crisi del settore automobilistico ed edile, è da segnalare la riduzione dell'11,8% del gettito Iva derivante dalla vendita di autoveicoli e la riduzione del 18,5% del gettito Iva derivante dal settore delle costruzioni. Meno grave invece, la dinamica del gettito Iva nel commercio all'ingrosso, con una diminuzione del 5,4%. Il settore industriale invece mostra un calo del 6,7%, leggermente superiore al settore dei servizi privati che invece ammonta al -5,3%. Unica nota positiva l'ambito del commercio al dettaglio, che registra un aumento dell'1,9%, attribuibile, secondo il Ministero «all'efficacia dell'azione di contrasto all'evasione». Per quanto riguarda invece l'evoluzione negativa del prelievo sulle importazioni, le voci che hanno inciso maggiormente sono state la diminuzione delle importazioni derivanti da combustibili e minerali, nell'ordine del -8,3%, la flessione dell'importazione di indumenti e accessori di abbigliamento nella misura del -8,4%, nonché quella di automobili e motocicli per il 13,4%. Sempre in materia di imposte indirette, i dati resi noti dal Mef, evidenziano come le imposte sulle transazioni siano in calo del 9,2%. Quest'ultimo risulta essere distribuito tra l'imposta di registro, l'imposta di bollo, le tasse e le imposte ipotecarie, i diritti catastali e di scritturato. Principali responsabili del calo del gettito da transazioni, risultano essere le tasse e le imposte ipotecarie, con una diminuzione di 55 milioni di euro, pari al -15% nonché i diritti catastali e di scritturato che segnano un -12,3%, corrispondente a una riduzione di 19 milioni di euro. Le imposte di registro e di bollo invece, si assestano su una diminuzione rispettivamente di 74 milioni di euro (-9,4%) la prima e 30 milioni di euro (-4,8%) la seconda. Per quanto riguarda invece le entrate tributarie erariali per i ruoli, il gettito risulta essersi assestato sui 962 milioni di euro. Di questi, 610 milioni derivano da imposte dirette, segnando un calo di 58 milioni di euro rispetto al primo bimestre 2012. I restanti 352 milioni di euro invece, derivano dalle imposte indirette, con una flessione del 6,6%. Per le imposte dirette, importante è la diminuzione del 17,4% dell'Ires, mentre solo dell'1% è stata la flessione dell'Irpef. Residuale invece, la diminuzione degli introiti dell'Ilor (Imposta locale sui redditi) già abolita in precedenza. La diminuzione del 6,6% degli introiti derivanti da imposte indirette è invece attribuibile sia a una riduzione degli introiti Iva del 7,4%, sia a una riduzione complessiva del 50% per le così dette altre imposte indirette. Chiudono in positivo invece, sia le imposte di registro, che segnano un +22%, sia le tasse automobilistiche che chiudono con il 100% delle riscossioni. Per quel che riguarda poi gli Enti locali, il bollettino del Mef evidenzia come i 109 milioni di euro incassati dai comuni nel primo bimestre 2013, siano da attribuire ai ritardati versamenti, a seguito della procedura di ravvedimento operoso.

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