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Aumento sull'addizionale Irpef per pagare i creditori

del 03/04/2013
di: di Luigi Chiarello e Alessandra Ricciardi
Aumento sull'addizionale Irpef per pagare i creditori
Per le regioni che faranno ricorso all'anticipo di cassa per pagare i debiti commerciali delle p.a. verso le imprese fornitrici si prevede l'anticipo al 2013 dell'aumento dell'addizionale Irpef. Inoltre, il patto di stabilità interno sarà da subito allentato, per un importo complessivo di 5 mld di euro, per garantire a regioni e enti locali l'immediata liquidità, necessaria a effettuare pagamenti certi e esigibili. E per garantire le risorse alle amministrazioni a corto di soldi in cassa arriverà un fondo di nuova costituzione. Gli enti locali che, per mancanza di fondi, vorranno accedervi dovranno chiedere al ministro dell'interno gli anticipi di liquidità entro il prossimo 30 aprile. Ma se non riusciranno a onorare le rate di restituzione del debito contratto con l'erario si vedranno trattenere le somme dovute dall'Agenzia delle entrate direttamente sul gettito Imu. Sul versante dei creditori, invece, a incassare per prima i crediti vantati saranno le imprese, partendo dalle fatture cronologicamente più datate. Solo dopo toccherà alle banche. Sono questi alcuni dei capisaldi su cui poggia il decreto legge in materia di pagamenti da parte della pubblica amministrazione, stamane al vaglio del consiglio dei ministri. La cui ultima bozza conferma sia l'intenzione del governo di liquidare 20 mld di euro di crediti pregressi nel 2013 e altri 20 mld nel 2014, reperendo risorse «mediante emissioni di titoli di Stato»; sia l'obbligo per tutte le p.a. di registrarsi sulla piattaforma elettronica del Tesoro per la gestione online del rilascio delle certificazioni. Registrazione che dovrà avvenire entro 20 giorni dall'entrata in vigore del decreto, pena una multa ai dirigenti di 100 euro per ogni giorno di ritardo. Ma vediamo i contenuti dell'articolato.

La registrazione. Come detto, la bozza di decreto dispone che comuni e province comunichino via web, entro il 30 aprile prossimo, «gli spazi finanziari di cui necessitano per sostenere i pagamenti». Poi, entro il 15 maggio successivo, ciascun ente locale dovrà individuare, «su base proporzionale, gli importi dei pagamenti da escludere dal patto di stabilità interno». Non solo. La bozza di decreto stabilisce che «il responsabile del servizio economico-finanziario e il responsabile del servizio interessato degli enti locali che nel corso dell'esercizio non effettuino almeno il 90% dei pagamenti» andranno incontro a «una sanzione pecuniaria, da acquisire al bilancio del medesimo ente, pari a due mensilità del trattamento retributivo al netto degli oneri fiscali».

Enti locali, Imu e Rc auto. Il fondo che dovrà assicurare liquidità agli enti locali per il pagamento dei debiti avrà una dotazione di 2 mld di euro sia per il 2013 che per il 2014. Gli enti che non potranno far fronte ai pagamenti dei debiti maturati al 31 dicembre 2012 «a causa di carenza di liquidità», potranno chiedere al ministero dell'interno, entro il 30 aprile (ma nella stesura definitiva questa data potrebbe slittare al 31 maggio), «l'anticipazione di liquidità da destinare ai predetti pagamenti». Questa dovrà «essere restituita, con piano di ammortamento a rate costanti, comprensive di quota capitale e quota interessi, di durata fino a un massimo di 30 anni. La rata annuale scadrà in corrispondenza della data di erogazione dell'anticipazione e non potrà cadere oltre il 30 settembre di ciascun anno».

A riguardo per il 2013 e il 2014, ciascun ente locale «dovrà stipulare un contratto di prestito e il relativo piano di ammortamento, concordando questa procedura con il ministero dell'Interno». Se l'ente locale non riuscirà a onorare le rate e non rispetterà il piano d'ammortamento concordato col Viminale, quest'ultimo comunicherà all'Agenzia delle entrate le somme non riscosse. E l'amministrazione finanziaria, da parte sua, tratterrà il dovuto ai comuni interessati, all'atto del pagamento dell'Imu riscossa mediante F24 o bollettino di conto corrente postale. Mentre, per le eventuali rate non pagate dalle province, la trattenuta verrà fatta all'atto del versamento dell'imposta Rc auto. Ciclomotori esclusi.

Sanità e regioni. Il decreto prevede l'anticipazione, da parte dello Stato, di liquidità per l'estinzione dei debiti sanitari fino a un ammontare complessivo di 14 mld di euro per gli anni 2013-2014 (cinque miliardi nel 2013 e nove nel 2014). Tra le misure per favorire i pagamenti delle pubbliche amministrazioni c'è anche la possibilità per le regioni che utilizzano l'anticipo di cassa di anticipare al 2013 la maggiorazione dell'aliquota addizionale Irpef.

Priorità di pagamento. Nei piani di pagamento verrà data priorità «ai crediti non oggetto di cessione». E tra più crediti non oggetto di cessione, spiega la bozza di decreto, «il pagamento dovrà essere imputato al credito più antico» come certificato dalla fattura o dalla richiesta di pagamento.

I piani dei pagamenti saranno «pubblicati dall'ente nel proprio sito internet per importi aggregati per classi di debiti».

Certificazione. La bozza di dl dispone che le amministrazioni pubbliche certifichino le somme dovute, registrandosi sulla «piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni», predisposta dal ministero dell'economia, entro 20 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento. Di più. Nella bozza si legge che «la mancata o tardiva registrazione sulla piattaforma elettronica è rilevante ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili». Costoro, nei casi di inattività, potranno perfino incorrere in «una sanzione pecuniaria pari a 100 euro per ogni giorno di ritardo nella registrazione sulla piattaforma elettronica». Infine, è stato rivisto anche il termine per la compensazione di crediti certificati con debiti iscritti al ruolo: la scadenza verrà anticipata al 31 dicembre 2012, anziché al 30 aprile 2012.

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