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Sul paesaggio no al fai-da-te, serve l'autorizzazione

del 15/03/2013
di: Pagina a cura di Antonio ciccia
Sul paesaggio no al fai-da-te, serve l'autorizzazione
Autorizzazioni paesaggistiche, no al fai-da-te. La bozza di regolamento del governo sugli interventi di lieve entità, che godono di una autorizzazione semplificata, lascia troppo le mani libere agli interessati. Che, per esempio, potrebbero piazzare tende da sole o insegne senza regole. Non solo. Va chiarita anche la vigilanza sulle occupazioni temporanee, che rischiano di rimanere prive di controllo. E infine il decreto ministeriale è uno strumento inadatto a fissare le regole, visto che la legge demanda la disciplina a un decreto del capo dello stato.

Questo il parere del Consiglio di stato n. 1136 dell'11 marzo 2013 sullo schema di regolamento sul procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità (articolo 146, comma 9, del dlgs 42/2001, codice dei beni culturali e del paesaggio).

L'obiettivo del provvedimento è di precisare le ipotesi di interventi di lieve entità, anche perché senza linee di indirizzo si rischiano confusioni e complicazioni. E la prassi di questi anni lo ha dimostrato.

Lo schema di regolamento in esame modifica il precedente dpr 139/2010 e applica il regime semplificato a tutti gli interventi di lieve entità, indipendentemente dalla tipologia di vincolo al quale è assoggettata l'area sulla quale l'intervento deve essere realizzato. Solo pochi casi sono esclusi dal regime autorizzatorio semplificato. Lo schema inoltre indica con maggiore dettaglio la documentazione illustrativa del progetto nei casi in cui la semplificazione era esclusa del tutto: viene, tra l'altro, arricchito il contenuto della relazione paesaggistica. La bozza elenca gli interventi di maggiore impatto esclusi dalla «semplificazione». Inoltre rimane esclusa dal regime semplificato l'autorizzazione al taglio di alberi nelle aree sottoposte al vincolo di «bellezza individua».

LA LIEVE ENTITÀ

Palazzo Spada muove alcune obiezioni di dettaglio con riferimento alla individuazione degli interventi di lieve entità.

Secondo Palazzo Spada va approfondita la definizione di installazione di insegne con riferimento alla individuazione della collocazione. Anche per le tende da sole va chiarito il concetto di «piccole dimensioni», tali da escludere la necessità dell'autorizzazione paesaggistica.

Un discorso generale sul concetto di lieve entità tocca un aspetto formale del regolamento. Lo schema di dpr consente di specificare e rettificare l'elenco degli interventi con decreto ministeriale. Qui il consiglio di stato fa un problema di competenza: la legge a monte (articolo 44 del decreto legge 5/2012) ha rinviato a un regolamento (adottato con decreto del presidente della repubblica) l'individuazione degli interventi; se il regolamento rinvia a un semplice decreto ministeriale si pone un problema di rispetto della gerarchia delle fonti.

E non si può ribattere che il decreto ministeriale sarebbe idoneo in quanto si tratta di rettificazioni di carattere tecnico. Palazzo Spada sottolinea che basta scorrere l'elenco degli interventi di «lieve entità» analiticamente indicati nell'allegato al provvedimento per pervenire alla conclusione che i tipi degli interventi medesimi sono, nella quasi totalità, di natura tale da essere suscettibili di stravolgimento proprio per effetto di scelte «tecniche» (dimensioni, altezze, volumetrie).

OCCUPAZIONI

TEMPORANEE

Un ultimo rilievo riguarda le occupazioni temporanee. Secondo il parere va migliorata la norma sulla esclusione dell'autorizzazione per le occupazioni temporanee «fino a trenta giorni». Ciò perché lo schema di regolamento non prevede strumenti di verifica della data di inizio delle occupazioni medesime.

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