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Ombrello sui tabulati telefonici conservati abusivamente

del 07/03/2013
di: di Antonio Ciccia
Ombrello sui tabulati telefonici conservati abusivamente
Controlli a tappeto contro la conservazione abusiva di tabulati telefonici. Nove società telefoniche e provider su undici controllati sono stati sanzionati e una società è stata denunciata per violazione delle norme sulla sicurezza.

Questo il bilancio dell'operazione «data retention» eseguita dai finanzieri del Nucleo speciale privacy di Roma, nell'ambito delle attività di collaborazione con il garante della privacy.

La disciplina attuale prevede che i tabulati devono essere conservati dai fornitori di servizi di comunicazione elettronica per ventiquattro mesi (dati di traffico telefonico) e dodici mesi (dati di traffico telematico) per fini investigativi e di giustizia, a esclusiva disposizione degli organi inquirenti. I dati relativi alle chiamate senza risposta, trattati temporaneamente da parte dei fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico oppure di una rete pubblica di comunicazione, invece, sono conservati per trenta giorni. Nucleo privacy della Guardia di finanza e garante hanno verificato se gli operatori telefonici e i provider della rete internet rispettano le norme sulla privacy.

Dai dati di traffico telefonico e telematico è possibile, per gli operatori, disporre di una serie di informazioni come il numero chiamato, ora e data e durata del contatto e anche la localizzazione degli apparati degli utenti in caso dell'utilizzo di un telefono mobile. Il garante è già intervenuto con il provvedimento del 17 gennaio 2008 a dettare misure e accorgimenti che devono essere rispettati dai fornitori per garantire la sicurezza dei dati, e la loro automatica cancellazione al termine del periodo di conservazione previsto dalla legge.

Nel provvedimento il garante ha specificato che l'obbligo di conservazione riguarda i dati relativi al traffico telefonico, inclusi quelli concernenti le chiamate senza risposta, nonché i dati inerenti al traffico telematico, esclusi comunque i contenuti delle comunicazioni.

Al termine dei controlli, in nove casi sono state accertate e contestate violazioni amministrative al Codice privacy (dlgs 196/2003) relativamente alla conservazione dei dati di traffico oltre i termini previsti, alla mancata adozione delle misure minime di sicurezza, e alla mancata adozione di alcune delle ulteriori misure di protezione prescritte dal provvedimento del garante, quali l'uso di tecnologie di riconoscimento biometrico per selezionare l'accesso ai dati e la cifratura dei dati.

In due sono partite le segnalazioni al ministero dello sviluppo economico per l'eventuale contestazione della violazione relativa alla mancata conservazione dei dati di traffico o alla loro conservazione per un tempo inferiore a quello previsto.

In un caso è partita la denuncia per il reato di violazione delle misure minime di sicurezza (articolo 169 del codice della privacy).

Salvo che il fatto costituisca reato, nel caso di violazione delle disposizioni sulla conservazione dei dati si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10 mila a 50.000 euro.

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