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Per il titolo: restauratori in fase transitoria

del 05/03/2013
di: Cinzia De Stefanis
Per il titolo: restauratori in fase transitoria
Nuova fase transitoria per l'acquisizione del titolo di restauratore di beni culturali e di collaboratore restauratore di beni culturali. Finalizzata al conseguimento delle qualifiche professionali da parte dei soggetti che hanno già compiuto un percorso formativo e un'attività di restauro di beni culturali. Questa è la finalità della legge 14 gennaio 2013, n. 7 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 25 del 30 gennaio e in vigore dal 14 febbraio 2013) con la quale è stata modificata la disciplina transitoria del riconoscimento delle qualifiche professionali di restauratore di beni culturali e di collaboratore restauratore di beni culturali. In particolare, sono stati sostituiti i commi da 1 a 1-quinquies, dell'art. 182 del dlgs 22 gennaio 2004, n. 42 (codice dei beni culturali e del paesaggio). Le nuove norme hanno un enorme importanza per tutte le imprese qualificate a eseguire opere nelle categorie OS 2-A e OS 2-B nelle quali sono previste, come figure obbligatorie, il restauratore di beni culturali che esercita il ruolo di direttore tecnico, e i collaboratori restauratori, da inserire al contrario nell'organico aziendale. Le imprese qualificate OS 2-A effettuano l'intervento diretto di restauro, l'esecuzione della manutenzione ordinaria e straordinaria di: superfici decorate di beni architettonici, manufatti lapidei, dipinti murali, dipinti su tela, dipinti su tavola o su altri supporti materici, stucchi, mosaici, intonaci dipinti e non dipinti, manufatti polimaterici, manufatti in legno policromi e non policromi, manufatti in osso, in avorio, in cera, manufatti ceramici e vitrei, manufatti in metallo e leghe, materiali e manufatti in fibre naturali e artificiali, manufatti in pelle e cuoio, strumenti musicali, strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici. Le imprese OS 2-B effettuano l'intervento diretto di restauro, l'esecuzione della manutenzione ordinaria e straordinaria di manufatti cartacei e pergamenacei, di materiale fotografico e di supporti digitali. Il nuovo regime transitorio per il conseguimento dei titoli abilitanti al restauro di beni culturali, ha l'obiettivo di riconoscere tutti i percorsi formativi e tutte le competenze professionali operanti nel campo della salvaguardia e del recupero del patrimonio culturale. La precedente fase transitoria era stata sospesa in quanto la sua completa applicazione avrebbe escluso dall'attività molti restauratori che operano da diversi anni e che costituiscono un patrimonio di competenze e conoscenze insostituibili. Con la nuova disposizione normativa, la qualifica di restauratore di beni culturali viene attribuita tramite una procedura di selezione pubblica (che verrà avviata con apposito decreto e si concluderà entro il 30 giugno 2015), che termina con l'iscrizione in uno specifico elenco suddiviso per settori di competenza e reso accessibile a tutti gli interessati. La procedura di selezione pubblica consiste nella valutazione dei titoli e delle attività, e nella attribuzione dei punteggi.

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