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Parco acquatico polivalente, ok all'esenzione Iva

del 26/02/2013
di: Franco Ricca
Parco acquatico polivalente, ok all'esenzione Iva
Il complesso polivalente gestito da un ente pubblico che, a fronte di un unico biglietto d'ingresso, mette a disposizione, oltre agli impianti per la pratica sportiva, strutture ricreative, fornisce un'unica prestazione complessa che può fruire dell'esenzione dall'Iva. È quanto emerge dalla sentenza della Corte di giustizia Ue del 21 febbraio 2013, C-18/12, avente ad oggetto l'interpretazione dell'art. 132, paragrafo 1, lettera m), della direttiva Iva (2006/112/Ce), secondo cui gli stati membri esentano dall'imposta «talune prestazioni di servizi strettamente connesse con la pratica dello sport o dell'educazione fisica, fornite da organismi senza fini di lucro alle persone che esercitano lo sport o l'educazione fisica». La questione era stata sollevata dai giudici della Repubblica Ceca nell'ambito di una controversia fra un comune e l'amministrazione finanziaria, in merito al trattamento Iva delle prestazioni consistenti nella messa a disposizione da parte del comune, dietro pagamento di un biglietto d'ingresso, di un parco acquatico dotato di una piscina suddivisa in varie corsie e provvista di trampolini, di una vasca da gioco per bambini, di gommoni acquatici, di una vasca per idromassaggi, di una piscina-fiume naturale, di un campo da beach volley, di spazi per ping pong, nonché di attrezzature sportive offerte in noleggio. In particolare, i giudici chiedevano alla Corte di giustizia di chiarire se attività sportive non organizzate, non sistematiche e ricreative, che possono essere svolte con tali modalità nel complesso di una piscina all'aperto, quali nuoto ricreativo, giochi a fini ricreativi ecc., possano essere considerate pratica dello sport o dell'educazione fisica ai sensi della disposizione della direttiva sopra richiamata e se, in caso affermativo, la fornitura a titolo oneroso dell'accesso a un complesso come quello descritto, che offra ai visitatori la possibilità di praticare attività sportive, nonché altri tipi di ricreazione e di distensione, debba essere considerata quale servizio strettamente connesso con la pratica dello sport o dell'educazione fisica e, quindi, esente dall'Iva, qualora tali servizi siano resi da un organismo senza fini di lucro.

Nella sentenza, la Corte osserva che la disposizione in esame mira a favorire, attraverso l'esenzione dall'Iva, lo sport e l'educazione fisica in generale, e non solo alcune pratiche sportive. Inoltre non è necessario che l'attività sportiva sia praticata ad un determinato livello, purché non si tratti di attività svolte in un contesto puramente distensivo e ricreativo. La prima questione va quindi risolta nel senso che attività sportive non organizzate, non sistematiche e non finalizzate alla partecipazione a competizioni sportive possono essere considerate pratica sportiva ai fini Iva.

Sulla seconda questione, volta ad accertare se nel caso di specie si tratti di un'unica prestazione complessa, la Corte osserva che il fatto che l'unico tipo di biglietto d'ingresso al parco acquatico dà accesso a tutte le installazioni, a prescindere da quella effettivamente utilizzata, dalle modalità e dalla durata del suo utilizzo durante il periodo di validità del biglietto medesimo, costituisce un indizio importante dell'esistenza di un'unica prestazione indissociabile. L'elemento predominante di tale prestazione complessa potrebbe essere qualificabile come prestazione di servizi strettamente connessa con la pratica sportiva; questa valutazione spetta però al giudice nazionale, che dovrà basarsi su tutte le circostanze oggettive.

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