Le specifiche della tassa. La legge di Stabilità 2013, (l. 228/12) ha introdotto la Tobin tax. Una tassa che colpisce gli acquirenti di azioni italiane ovunque residenti emessi da società con capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro e gli operatori in titoli derivati con sottostante azioni e indici tricolore. Le aliquote sono pari allo 0,10% del valore della transazione per le azioni, mentre per i derivati opera una tariffa fissa in base al valore nozionale del contratto. Solo per il 2013 l'imposta per le azioni sale allo 0,12% visto che la tassa entrerà in vigore ad anno già iniziato, marzo. L'imposta prevede poi un'aliquota dello 0,20% (0,22% solo per il 2013) se la transazione azionaria viene fatta al di fuori dei mercati regolamentati. Sono escluse solo per le azioni le operazioni aperte e chiuse in giornata. Un'azione per considerarsi fiscalmente italiana dev'essere emessa da società con sede legale nel territorio dello stato. Le operazioni colpite sono quelle che durano più di un giorno. Le società quotate, i cui titoli non sono colpiti dal pagamento dell'imposta per mancanza di requisiti, dovranno comunicare al ministero la relativa certificazione entro il 10 dicembre di ogni anno. Entro il 31 dicembre, infine, il ministero dell'economia sul proprio sito renderà noto l'elenco delle società escluse dal pagamento del balzello. In prima applicazione le azioni da colpire sono riconducibili a 76 società su 295 quotate sui mercati italiani (si veda ItaliaOggi del 2/2/13). Per i derivati tricolore invece opera una tariffa, ridotta a un quinto quando l'operazione è perfezionata sui mercati regolamentati.
Le esclusioni. La Tobin tax esclude i prodotti del risparmio gestito e assicurativo, fondi comuni di investimento e unit linked per intenderci. Le obbligazioni, i titoli di stato, le valute, le azioni estere, le materie prime e più in generale tutti i derivati con sottostante attività finanziarie estere sono fuori dal campo della tassa. L'imposta non si paga nemmeno per le azioni emessa da società italiane con capitalizzazione di borsa inferiore ai 500 mln di euro.
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