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La spending review sottrae risorse al welfare professionisti

del 22/02/2013
di: La Redazione
La spending review sottrae risorse al welfare professionisti
Ammonta a ben 480 mila euro in due anni la quota che l'Ente di previdenza periti industriali deve consegnare nella casse dello stato per adempiere a quanto stabilito dalla spending review: sono 160 mila già versati nel 2012 e 320 mila da consegnare entro il 2013. Complessivamente le 20 Casse a favore dei professionisti hanno versato circa 4 milioni del 2012 e, sempre per l'applicazione della stessa regola, ne dovranno versare il doppio nel 2013: in tutto fanno 12 milioni di euro in due anni. Questi numeri permettono di soppesare quanto costa al milione e 700 mila liberi professionisti il mancato rispetto dell'autonomia dei loro rispettivi enti di previdenza di categoria. Si tratta di soldi che potrebbero essere investiti nelle attività di garanzia e tutela dell'attività professionale, svolgendo quel ruolo di ammortizzatore sociale verso i soggetti a rischio oppure in situazione di difficoltà, come garantito a tutte le fasce di lavoratori del comparto pubblico e privato. E invece, il milione e 700 mila di cui sopra resta ancora inspiegabilmente vulnerabile nel sistema di tutela: i sostegni in caso di malattia, in caso di crisi economica, in caso di calamità naturale sono lasciati alla libera iniziativa delle Casse senza permettere a quest'ultime la stabilità necessaria del servizio.

L'autonomia ristretta degli enti di previdenza privati, dunque, di cui si è tornato a parlare durante il Professional day del 19 febbraio scorso, non è solo una faccenda di giurisprudenza di cui dibattere in un convegno di fini giuristi. Qui serve una scelta politica responsabile. Non si tratta di stabilire se i provvedimenti diretti alle amministrazioni dello Stato si applicano anche ai soggetti privati con funzione pubblica, ma quanto si tratta di toccare con mano la sostanza delle cose: la sottrazione di importanti risorse impedisce che la previdenza privata possa fornire un sistema di welfare stabile e completo ai propri iscritti. Anche perché la spending review 2012-2013 non taglia solo risorse: limita la spesa. E allora qui dobbiamo intenderci: non è possibile predicare, da una parte, che gli enti di previdenza privati debbano sostenere il lavoro e l'occupazione libero professionale e, d'altra parte, sottrarre risorse che servono a svolgere quella stessa funzione. Anzi, se veramente si tratta di evitare politiche recessive, quei 4 milioni sottratti alle Casse nel 2012, di cui 160 mila provengono dall'Eppi, fanno veramente pensare: come si contiene la caduta del reddito che tocca tutti i settori della libera attività se non con questi soldi? E con quali risorse ripartire, altrimenti?

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