Consulenza o Preventivo Gratuito

Liberalizzazioni: la politica abbraccia gli ordini

del 20/02/2013
di: di Ignazio Marino e Benedetta Pacelli
Liberalizzazioni: la politica abbraccia gli ordini
La politica cambia idea sulle professioni, a parole. Davanti alla platea dei professionisti, riuniti ieri all'Auditorium della Conciliazione di Roma per la seconda edizione del Professional day, i leader dei diversi schieramenti politici hanno preso impegni per la prossima legislatura a non liberalizzare ulteriormente il comparto degli ordini. Anche se nei programmi elettorali su un solo punto sembrano essere tutti d'accordo (tranne il Pdl): liberalizzare. È questa la contraddizione emersa durante la giornata di ieri seguita in collegamento da 110 città e trasmessa in diretta dal sito www.italiaoggi.it e dal Class/Cnbc (canale 507 di Sky).

Il Professional day. All'evento organizzato da Cup (Comitato unitario delle professioni), Pat (Professioni dell'area tecnica) e Adepp (Associazione degli enti di previdenza privatizzati) i rispettivi presidenti avevano avanzato proposte precise: abbassamento del costo del lavoro utilizzando anche il tesoretto Inail (26 miliardi), riforme per la crescita sostenibile dell'Italia, eliminazione della doppia tassazione per la casse di previdenza dei professionisti. Proposte che hanno suscitato molto interesse da parte dei politici che sono intervenuti. Dall'intervento più atteso, quello di Stefano Fassina, il responsabile economico per il Pd, a quello di Angelino Alfano, segretario del Pdl, passando per Mario Monti, presidente del consiglio uscente e alla guida della coalizione di centro. Tutti e tre i leader, infatti, hanno promesso lo stop a nuovi interventi di liberalizzazione. Il Pdl, per voce di Alfano, Sacconi, Brunetta e Gasparri, ha annunciato la volontà di siglare un patto di collaborazione con le categorie. «Abbiamo inserito», ha dichiarato Alfano in collegamento, «l'idea della sussidiarietà del ruolo delle professioni rispetto al buon funzionamento dello Stato». Parole che hanno trovato conferma nell'intervento di Renato Brunetta a proposito di una maggiore efficienza della pubblica amministrazione. A difesa delle categorie, poi, Maurizio Gasparri secondo il quale «le professioni sono state ingiustamente al centro del mirino del governo Monti. Le liberalizzazioni», ha precisato, «sono in qualche caso necessarie per l'economia, ma non possono prescindere dalla riserva di competenze».

La lista civica Monti, per voce dello stesso premier uscente, ha invece elogiato il ruolo sussidiario degli ordini, prendendo come modello di riferimento il notariato. «Ho apprezzato», ha detto l'ex-commissario europeo, «la comprensione degli ordini nei riguardi delle riforme che li hanno interessati da vicino. Credo molto nella loro collaborazione con le istituzioni». Un capitolo a parte merita invece l'intervento dell'esponente del Pd. Stefano Fassina ha infatti proposto un pacchetto di misure ad hoc: statuto per le libere professioni, esclusione degli ordini da qualsiasi lenzuolata, eliminazione della doppia tassazione sui risparmi previdenziali e incentivi ai giovani iscritti agli albi. A parte qualche perplessità sulla riforma forense, recentemente approvata, l'economista ha quindi sintetizzato così la futura azione di un eventuale governo di centro-sinistra: «valorizzare questo comparto che oggi sembra troppo ristretto rispetto alle funzioni che può svolgere». Le proposte di smobilizzare le risorse del «tesoretto Inail» e di rivedere la riforma del lavoro invece hanno messo d'accordo i due ex-ministri del lavoro Maurizio Sacconi (Pdl) e Cesare Damiano (Pd).

Proclami e non programmi. La campagna elettorale, infatti, si è caratterizzata da impegni di tutt'altro genere: promuovere la crescita attraverso quel percorso di liberalizzazione in parte avviato nell'ultimo anno di governo Monti. Sì, perché le ricette pur trattando molto marginalmente il tema delle professioni (salvo rare eccezioni), se lo hanno fatto sono partite dal solito punto di osservazione: la spinta liberalizzatrice che, sembra per tutti, una delle strategie determinanti per venir fuori dal pantano in cui si trova l'Italia. E nel mirino della maggior parte degli schieramenti spiccano soprattutto gli avvocati che, con la loro riforma approvata alla fine della legislatura, non hanno fatto altro che costruire solidi argini normativi per facilitare l'esercizio della professione. I programmi sono comunque scarni (se non assenti) per quasi tutti gli schieramenti e questi stessi sono pressoché privi di un referente in materia.

Nonostante le cautele del Prof, infatti, la lista che fa capo a Mario Monti nelle altre misure per promuovere la crescita vede «l'implementazione delle riforme già realizzate». Come? «Proseguendo in un percorso di liberalizzazione adeguata dei mercati dei servizi professionali e di semplificazione dei processi». «È necessario», ha spiegato a ItaliaOggi Giuliano Cazzola ex Pdl candidato con Monti, «che le categorie si aprano alla concorrenza e soprattutto ai giovani». Sarà quindi indispensabile monitorare le riforme per verificare eventuali necessità di aggiustamento, «ma non come è avvenuto per la riforma dell'avvocatura che non ha fatto altro che rafforzare la tutela di chi già ne fa parte». Ci va giù pesante, invece, Oscar Giannino, candidato premier di Fermare il declino, il partito da lui stesso creato, che nel suo programma non lascia spazio a molti dubbi: le proposte di riforma sin qui ventilate sembrano tutte presupporre il mantenimento di una struttura «monopolistica» degli ordini e delle relative casse previdenziali. La ricetta dunque non può che passare «dalla cancellazione dell'obbligatorietà dell'iscrizione agli albi». È la «modernizzazione del ruolo e dell'assetto degli ordini professionali» invece la parola chiave attorno a cui ruota il programma scritto del Partito democratico guidato da Pierluigi Bersani. E se il ricordo delle famose lenzuolate è ancora fresco in casa degli ordini c'è da credere che non saranno solo parole. «La modernizzazione», come si legge, «è necessaria per qualificare l'esercizio delle professioni, assicurare gli obblighi di corretta e trasparente informazione agli utenti, la concorrenza e la credibilità della professione nonché per tutelare l'interesse pubblico risolvendo situazioni di conflitto».

vota  
SULLO STESSO ARGOMENTO
Da febbraio anche i senz'albo trovano una casa

del 24/01/2013

Riforma dei senz'albo in dirittura d'arrivo in Gazzetta Ufficiale. La legge approvata il 19 dicembre...

In agenda politica scompaiono i professionisti

del 24/01/2013

In Italia c'è un settore economico che, nonostante la crisi e la burocrazia, continua a dare segnali...

Richieste di scioglimento: ordini professionali litigiosi

del 25/01/2013

Ordini professionali sempre più litigiosi. Nel 2012 le polemiche sulle elezioni non hanno riguardato...