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Nuovi esodati, liste al buio per mancate istruzioni

del 19/02/2013
di: di Carla De Lellis
Nuovi esodati, liste al buio per mancate istruzioni
Appuntamento al buio per la comunicazione degli esodati. È fissato a domani, infatti, il termine entro cui le imprese devono comunicare al ministero del lavoro l'elenco dei lavoratori licenziati al 31 dicembre 2012 per la loro ammissione ai benefici del prepensionamento, ma dal ministero non sono ancora pervenute le necessarie istruzioni. L'adempimento è previsto dal dm 8 ottobre 2012 che autorizza l'anticipo della pensione ad altri 55 mila lavoratori.

I nuovi esodati. Ecco il nuovo esercito di 55 mila, che si aggiunge ai 65 mila già individuati; si tratta di lavoratori:

a) destinatari di programmi di gestione delle eccedenze occupazionali con ammortizzatori sociali, sulla base di accordi stipulati in sede governativa entro il 31 dicembre 2011 (40 mila);

b) che alla data del 4 dicembre 2011 non erano a carico di fondi di solidarietà di settore, ma il cui diritto di accesso era previsto sulla base di accordi stipulati entro la stessa data, con permanenza a carico dei fondi fino a 62 anni (1,6 mila);

c) autorizzati, prima del 4 dicembre 2011, alla prosecuzione volontaria dei contributi (7,4 mila);

d) che hanno risolto il rapporto entro il 31 dicembre 2011 in base ad accordi personali o collettivi, senza avere avuto successiva rioccupazione (6 mila).

La scadenza. Con riferimento ai lavoratori coinvolti in programmi di gestione di eccedenze (punto a precedente), il decreto fa carico alle imprese di comunicare, al ministero del lavoro, entro il 20 febbraio (30 giorni dal passaggio sulla G.U.), l'elenco dei lavoratori licenziati entro il 31 dicembre 2012, indicando anche la data di licenziamento (l'adempimento andrà ripetuto entro il 31 marzo con riferimento ai lavoratori licenziati/da licenziare entro il 31 dicembre 2013 e così per gli anni avvenire). Ma fino a ieri il ministero non aveva fornito indicazioni operative. È vero che le imprese non subiscono conseguenze (l'inadempimento, infatti, non è sanzionato); tuttavia, è sulla base di tali denunce che l'Inps, a cui il ministero del lavoro deve ritrasmettere, dovrà ammettere o meno, entro 15 giorni, i lavoratori al beneficio.

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