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Promossa per gestione, rimandata sul personale

del 19/02/2013
di: La Redazione
Promossa per gestione, rimandata sul personale
Promossa a pieni voti in gestione del bilancio, rimandata a settembre su personale e consulenze, non pienamente valutabile per quanto concerne la capacità di programmazione e di realizzazione degli obiettivi strategici.

È questa, in sintesi, la «pagella» assegnata alla regione Lombardia dalla Corte dei conti, che in attuazione del decreto sui costi della politica ha formalizzato la propria valutazione sulla relazione di fine legislatura depositata dall'amministrazione uscente in vista dell'ormai imminente appuntamento elettorale.

Tale adempimento è stato introdotto dal dlgs 149/2011 (c.d. decreto «premi e sanzioni»), con una duplice valenza: quella, più generale, di accountability da parte dell'amministrazione nei confronti della propria comunità di riferimento e quella, più specifica, di certificare i dati del bilancio e la correttezza della gestione.

La relazione deve essere sottoscritta dall'organo apicale (governatore, presidente o sindaco) non oltre il novantesimo giorno antecedente la data di scadenza di ciascuna legislatura o consiliatura. Tuttavia, tale previsione è rimasta a lungo lettera morta per la mancanza del decreto ministeriale contenente lo schema-tipo.

Per superare l'impasse, il dl 174/2012 (quello sui costi della politica) ha reso obbligatoria la presentazione del documento anche senza l'approvazione del predetto modello. In più, lo stesso dl 174 ha previsto che la competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti, entro 30 giorni dalla trasmissione della relazione, esprima le proprie valutazioni, da pubblicare prontamente sul sito istituzionale dell'ente.

Quella della regione finora guidata da Roberto Formigoni, quindi, è una delle prime relazioni approvate sulla base della nuova disciplina e, vista l'importanza dell'amministrazione in questione, è destinata fare scuola.

Il documento, assai strutturato, è disponibile sul sito internet regionale. Esso dà conto della situazione economica e finanziaria generale del territorio lombardo e dell'esito delle politiche avviate dalla regione, accendendo un faro specifico sulla sanità (tallone d'Achille di molte regioni).

I principali aspetti di virtuosità, confermati anche dai magistrati contabili, riguardano la riduzione dell'indebitamento e l'attenta gestione della cassa, che si traduce in tempi di pagamento dei fornitori (in media 42 giorni) di gran lunga inferiori alla media nazionale e in linea con le prescrizioni del recente dlgs 192/2012. Anche il servizio sanitario regionale si presenta in equilibrio economico finanziario, pur al netto della voce relativa alla contribuzione al fondo di solidarietà nazionale, cui la regione Lombardia attribuisce cospicue risorse.

Da sottolineare anche il contenimento delle spese e delle unità di personale, nonché delle dotazioni organiche, cui, però, fanno da contraltare «plurimi profili di irregolarità» nella gestione delle risorse umane da parte di enti regionali e società in house, in particolare attraverso il transito di dipendenti nei ruoli pubblici senza concorso ed il conferimento di incarichi e consulenze in violazione dei limiti e delle procedure previsti dalla legge.

Infine, per quanto concerne la verifica strategica della realizzazione degli obiettivi di policy, la Corte dei conti sottolinea la difficoltà di esprimere un giudizio circostanziato e definitivo, considerata la genericità dei contenuti del Programma regionale di sviluppo.

Pur rilevando una «sostanziale coerenza con gli obiettivi di mandato dichiarati», i magistrati contabili stigmatizzano «l'insufficiente raccordo del sistema di programmazione/controllo con il rendiconto, (che) rende di fatto non facilmente e adeguatamente valutabile la connessione tra gli interventi realizzati e la gestione delle risorse finanziarie utilizzate dagli organi ed enti operativi regionali chiamati a realizzarli». Come dire, difficile valutare se tutte le promesse siano state mantenute.

Matteo Barbero

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