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La concussione cede il passo alla sola induzione

del 16/02/2013
di: di Dario Ferrara
La concussione cede il passo alla sola induzione
Scatta solo l'induzione e non la concussione per il pubblico ufficiale che chiude un occhio in cambio della tangente. È quanto emerge dalla sentenza 7495/13, pubblicata dalla sesta sezione penale della Cassazione, una delle prime dopo la cosiddetta «riforma Severino». Arrivano nuove certezze sul restyling del reato di concussione introdotto dalla legge 190/12. La fattispecie di cui all'art. 319 quater Cp, vale a dire l'induzione a dare o promettere utilità, deve ritenersi configurabile quando le conseguenze sfavorevoli che il pubblico ufficiale minaccia, se non otterrà il pagamento della mazzetta, non possono essere considerate un male ingiusto perché scaturiscono direttamente dalla legge. Come ad esempio la promessa di chiudere un occhio sulla multa con l'automobilista. Nella specie, in ossequio al principio del favor rei sono annullate le pesanti condanne inflitte a due agenti della Polstrada (denunciati probabilmente da un camionista): si rende infatti necessario un nuovo esame per il principio ex art. 2 comma 4 Cp per verificare se le condotte contestate ai poliziotti rientrino nella «costrizione» o nella «induzione», laddove nel primo caso continua a configurarsi la concussione «tradizionale» e nel secondo, invece, la più nuova e più lieve fattispecie di cui all'art. 319 quater Cp. Anche l'induzione presuppone un'intimidazione psicologica. La norma di cui all'art. 319 quater Cp ha carattere residuale: è induzione tutta quello che non è costrizione. Ne consegue che rientra nell'induzione la condotta del pubblico ufficiale che prospetta conseguenze sfavorevoli che scaturiscono dall'applicazione della legge per ricevere in cambio il pagamento o la promessa indebita di denaro o altra utilità. L'evento-conseguenza prospettato dal pubblico ufficiale è sempre un male, ma non è ingiusto perché è previsto in quanto tale dall'ordinamento. Insomma: la differenza fra la vecchia concussione e la nuova induzione non sta nell'intensità psicologica della pressione esercitata dal pubblico ufficiale, ma nella qualità del «pressing»: minaccia o meno in senso giuridico.
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