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Organismi di mediazione civile da tutelare

del 13/02/2013
di: La Redazione
Organismi di mediazione civile da tutelare
Sono parecchie le realtà lavorative colpite dalla crisi – e anche dai giochi di potere – che reagiscono mettendo in campo nuove forme di tutela dei propri interessi. Per quanto riguarda il settore della mediazione, della conciliazione e della formazione, un settore nuovo e di notevole interesse, anche dal punto di vista occupazionale, la Confsal ha intrapreso, attraverso la Confsalform, nuove vie per estendere, tutelare e pubblicizzare la cultura conciliativa e per reintrodurre il carattere obbligatorio della mediazione.

La campagna si è resa necessaria dopo la sentenza delle Corte costituzionale che in ottobre si è pronunciata in merito all'illegittimità, per eccesso di delega legislativa, del decreto del 4 marzo 2010, n. 28 sul carattere obbligatorio della mediazione. Tradotto in parole semplici: è stata ripristinata l'assoluta discrezionalità dell'utente a rivolgersi o meno a un organismo di mediazione e a intraprendere la strada stragiudiziale. Va detto che questa strada porta a risolvere in quattro mesi una controversia in materia civilistica che, con il sistema giudiziale, rischia di rimanere insoluta per decenni. In Italia la conciliazione mediante il ricorso alla mediazione civile è una procedura sconosciuta e, quando la si incontra, viene percepita su un livello di secondo piano rispetto all'autorevole studio di avvocati civilisti. Tra l'altro, essa sopperisce a un tribunale locale che oggi non c'è più. Eppure, il ricorso alla mediazione civile abbatte i costi della procedura giudiziale e anche i tempi - vi è il rischio di chiudere una controversia in 90 giorni! - e facilita la ricostruzione dei rapporti tra le parti contendenti. Per non parlare del fatto che una sede dell'organismo la si trova ovunque. Insomma, è una procedura efficace, economica, garante della riservatezza e dell'imparzialità, ma nessuno la conosce.

È per questo che a tutela del lavoro e dei lavoratori della conciliazione, la Confsal, già impegnata in Europa a incentivare la mediazione civile, ha sostenuto la nascita della Confomef (Confederazione degli Organismi di Mediazione e degli Enti di formazione) e della Confsal-Falmef (Federazione Autonoma dei Lavoratori della Mediazione e degli Enti di Formazione). Entrambe le organizzazioni sono impegnate a far sentire la propria voce, anche per le attività di lobby e di sensibilizzazione presso i ministeri competenti, al fine di favorire nel territorio e nella società il più che opportuno riconoscimento della cultura conciliativa. Vediamo le due iniziative.

La Confomef ha lo scopo di assistere e tutelare gli organismi di mediazione e gli enti di formazione sotto il profilo politico e istituzionale, oltre che sotto il profilo del riconoscimento pieno del loro ruolo di imprese civili a servizio della cittadinanza. Invece la Confsal Falmef, il nuovo sindacato dei lavoratori del settore, si prefigge la tutela dei diritti dei lavoratori degli organismi di mediazione e degli enti di formazione. Entrambe stanno per sottoscrivere un Ccnl, il primo in Italia, dei lavoratori degli enti appena citati. Ed entrambe vogliono attrarre l'attenzione del legislatore sul fatto che - proprio a causa della sentenza della Corte costituzionale e dell'inevitabile diminuzione dell'attività di mediazione - gli organismi di mediazione stanno subendo, all'interno della già pesante crisi economica, una sorta di crisi esistenziale, tant'è che oggi più di 3000 addetti rischiano il licenziamento e l'allontanamento forzato dal posto di lavoro.

Per promuovere e diffondere la cultura della conciliazione la Confomef ha organizzato per lunedì 18 febbraio, ore 15, il convegno dal titolo Il futuro della mediazione civile in Italia dopo la sentenza della Corte costituzionale italiana: orientamenti e prospettive, riflessioni e iniziative.

Il convegno si tiene a Roma, all'Auditorium del Comitato Italiano dell'Unicef in via Palestro. Intervengono, tra gli altri, Piergiorgio Maggi, segretario generale di Confomef, Andrea Sirotti Gaudenzi, avvocato cassazionista e docente universitario, Mario Quinto, avvocato e professore incaricato in conciliazione e mediazione all'Università Roma 3, Giuseppe Gualtieri, presidente Federmediatori, e Salvatore Piroscia in rappresentanza della Confsal.

Per chi volesse partecipare al convegno o avere delle informazioni in materia di mediazione e conciliazione civile e commerciale è possibile farne richiesta all'indirizzo e-mail: mediazione@Confsalform.it

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