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E su tariffe e piano finanziario ecco le linee guida

del 08/02/2013
di: La Redazione
E su tariffe e piano finanziario ecco le linee guida
Comuni condotti per mano nella redazione del piano finanziario e nell'elaborazione delle tariffe Tares. Le Finanze, insieme al prototipo del regolamento della tassa (si veda articolo a fianco), hanno messo a punto un corposo documento recante appunto le «Linee guida per la redazione del piano finanziario e per l'elaborazione delle tariffe». L'art. 1, del dpr 158/99, prevede l'approvazione del «metodo normalizzato per la definizione delle componenti di costo da coprirsi con le entrate tariffarie e per la determinazione della tariffa di riferimento relativa alla gestione dei rifiuti urbani».

La «tariffa di riferimento», come precisa il successivo art. 2, costituisce «l'insieme dei criteri e delle condizioni che devono essere rispettati per la determinazione della tariffa da parte degli enti locali» in modo da «coprire tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani».

L'adozione delle delibere tariffarie ha, poi, come indispensabile presupposto l'adozione del Piano finanziario, che deve individuare e classificare i costi che devono essere coperti con il gettito della Tares e sul quale molto si soffermano le linee guida, individuando minuziosamente quali sono i costi del servizio con una serie di tabelle esemplificative.

Le delibere tariffarie devono, invece, ripartire i costi indicati dal piano tra gli utenti, in conformità alle regole contenute nel metodo, e determinare le voci tariffarie da applicare ai parametri imponibili (superficie, numero degli occupanti).

La prima operazione da compiere a tal fine è costituita dalla suddivisione dei costi fissi e variabili, ripartiti tra le utenze domestiche – che sono costituite soltanto dalle abitazioni familiare e le utenze non domestiche – che ricomprendono tutte le restanti utenze.

L'importo della tariffa ha una struttura «binomia», in quanto è dato dalla somma di due componenti:

a) una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti;

b) una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entità dei costi di gestione.

Posti questi principi generali, le linee guida si snodano in una serie di formule ed esemplificazioni che puntano a dare un aiuto agli operatori del settore, come del resto lo schema di delibera tariffaria nell'allegato D.

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