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Liquidazione: Iva di gruppo entro il 18 febbraio

del 05/02/2013
di: di Franco Ricca
Liquidazione: Iva di gruppo entro il 18 febbraio
Le società che intendono avvalersi nel 2013 della procedura di liquidazione dell'Iva di gruppo per le società controllanti e controllate, devono manifestare tale volontà presentando telematicamente il modello Iva 26 entro lunedì 18 febbraio (il termine di legge cade sabato 16, ma slitta automaticamente al lunedì successivo in base alla disposizione generale dell'art. 7, comma 2, lettera l, del dl 70/2011). L'eventuale ritardo od omissione è però sanabile entro il 30 settembre 2013.

Soggetti ammessi. Ai sensi dell'art. 2 del dm 13/12/79, ai fini della liquidazione Iva di gruppo, si considerano controllate le società di capitali le cui azioni o quote sono possedute per oltre il 50% del capitale, fin dall'inizio dell'anno solare precedente, dall'ente o società controllante o da un'altra società da questi controllata secondo gli stessi criteri. La società controllante che risulti, a sua volta, controllata da altra società, può assumere la veste di capogruppo solo se la società che la controlla rinuncia ad avvalersene.

Alla procedura possono aderire anche le società residenti in altri paesi comunitari, aventi forme giuridiche equivalenti alle società di capitali dell'ordinamento nazionale, che operino in Italia attraverso stabile organizzazione, rappresentante fiscale o identificazione diretta.

In che cosa consiste. L'Iva di gruppo domestica consiste in un meccanismo di compensazione dei saldi Iva periodici dei vari soggetti collegati dal rapporto con la società controllante.

Gli eventuali versamenti d'imposta, sia periodici che a saldo, sono effettuati, per tutte le società aderenti, soltanto dalla controllante, previa compensazione delle eccedenze detraibili trasferite dalle partecipanti. Diversamente dall'omonimo istituto comunitario (la cui introduzione, raccomandata dalla Commissione europea, era prevista dal ddl fiscale approvato nel 2012), la procedura non implica alcuna modifica in merito all'autonoma soggettività passiva di ciascuna società, sia nei rapporti interni che nei rapporti con i terzi.

Le eccedenze detraibili trasferite al gruppo, che avranno trovato effettiva compensazione con debiti trasferiti al gruppo stesso, dovranno essere garantite mediante apposita fideiussione, secondo le indicazioni della capogruppo. Ai sensi dell'art. 8, comma 1, del dpr 542/99, i crediti e debiti Iva trasferiti dalle società al gruppo non possono formare oggetto della compensazione di cui al dlgs 241/97; sono invece ammessi alla compensazione i crediti risultanti dai prospetti riepilogativi annuali delle dichiarazioni di gruppo prodotti dalla capofila e, sussistendo i presupposti per il rimborso infrannuale, quelli trimestrali risultanti dal modello TR.

La società controllante è la sola legittimata a chiedere il rimborso dell'eccedenza del gruppo attraverso il prospetto PR della dichiarazione annuale o, per il credito infrannuale, il modello TR, fermo restando che i presupposti per il diritto al rimborso, incluso quello dell'assenza dello status di «società di comodo», devono sussistere in capo a ciascuna società creditrice cui si riferisce la richiesta.

Esclusione del credito pregresso. L'art. 1, comma 63, della legge 244/2007 stabilisce che, agli effetti delle dichiarazioni e dei versamenti Iva del gruppo da parte della società controllante, non si tiene conto delle eccedenze detraibili, risultanti dalle dichiarazioni annuali relative al periodo d'imposta precedente, degli enti e società diversi da quelli per i quali anche in tale periodo l'ente o società controllante si è avvalso della facoltà di liquidazione consolidata. Per dette eccedenze si applicano le disposizioni dell'art. 30, dpr 633/72. In sostanza, la società che aderisce nel 2013 ad una procedura di gruppo alla quale non partecipava nell'anno precedente, non può trasferire al gruppo l'eventuale credito risultante dalla propria dichiarazione annuale per il 2012; tale credito resta nella disponibilità esclusiva della società, che potrà chiederlo a rimborso, se ricorrono i presupposti di legge, o utilizzarlo in compensazione esclusivamente orizzontale. La preclusione opera anche in caso di variazione della controllante.

Remissione in bonis

L'opzione per attivare l'Iva di gruppo non può essere manifestata attraverso il comportamento concludente, per esplicita disposizione del dpr. 442/97, ma va necessariamente comunicata dalla società controllante presentando in via telematica il modello Iva26 all'ufficio dell'agenzia delle entrate competente nei propri confronti.

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