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E-commerce indiretto: profili iva. Parte seconda

del 24/02/2012

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E-commerce indiretto: profili iva. Parte seconda
3. Vendite effettuate nei confronti di soggetti stabiliti in Italia
Nel momento in cui la vendita avviene nei confronti di soggetti residenti, ivi comprese le stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, l’operazione avrà rilevanza territoriale, ai fini Iva, in Italia.
Pertanto il cedente applicherà l’imposta nei modi ordinari, con l’aliquota propria del bene ceduto.
Essendo tali vendite assimilate alle vendite per corrispondenza si applicheranno le relative disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica n. 633/72, ivi compreso l’esonero dall’obbligo di emissione della fattura nonché dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi.
A tal proposito va rilevato che non esiste un divieto di emissione della fattura, bensì la facoltà di emettere, o meno, il documento, e questo in relazione alle esigenze amministrative del cedente.
Per contro, l’esonero dall’obbligo di emissione della fattura incontra un limite nel momento in cui questa sia richiesta da parte dell’acquirente: se l’acquirente, per qualsiasi motivo, richiede la fattura, il cedente dovrà emettere il documento, ma comunque non oltre il momento di effettuazione dell’operazione.
Cosi facendo, il cliente potrà richiedere l’emissione della fattura al più tardi al momento della spedizione dei beni, ovvero al momento del pagamento corrispettivo se il quest’ultimo avviene prima della spedizione.
È pertanto evidente che il momento di effettuazione dell’operazione coincide col pagamento, e questo in quanto nel commercio elettronico indiretto il pagamento avviene praticamente sempre in un momento anteriore alla spedizione del bene.
Conseguentemente, nel caso in cui la richiesta di emissione della fattura da parte del cliente avvenga in un momento successivo al pagamento, il cedente potrà legittimamente rifiutarsi di emetterla.
Qualche precisazione aggiuntiva deve essere effettuata in riferimento al caso in cui il cessionario sia un imprenditore. Infatti, nel momento in cui il bene da acquistare formi oggetto dell’attività propria dell’impresa (nella sostanza un bene che egli fa oggetto di produzione, commercializzazione, lavorazione, eccetera) dovrà essere richiesta fattura.

4. Vendite effettuate nei confronti di soggetti residenti in altri Stati extra-UE
Nell’ipotesi in cui la cessione avvenga nei confronti di soggetti residenti in Paesi extra-UE si configurerà sempre un’operazione di cessione all’esportazione ex articolo 8, comma 1, lettera a), decreto del Presidente della Repubblica n. 633/72.

Resi su vendite

In molti casi può accadere che, in base alle condizioni di vendita e/o per il riscontro di difetti nel bene acquistato, il cessionario provveda alla restituzione del bene pretendendo il rimborso nel corrispettivo pagato. Ci si deve chiedere come agire nel caso in cui l’operazione in questione sia interna (tra soggetti italiani).
Sulla questione vale la pena di ricordare che, ai fini IVA, le operazioni di commercio elettronico indiretto sono assimilabili alle vendite per corrispondenza e, pertanto, non sono soggette all’obbligo di emissione della fattura (se non richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione), né all’obbligo di certificazione mediante emissione dello scontrino e della ricevuta fiscale. In ogni caso, i corrispettivi delle vendite devono essere annotati nel registro previsto dall’articolo 24, decreto del Presidente della Repubblica n. 633/72.
La procedura di variazione in diminuzione di cui all’articolo 24, decreto del Presidente della Repubblica n. 633/72, è applicabile per le sole cessioni documentate dalla fattura, quindi si potrà emettere nota di credito solo se era stata emessa regolarmente fattura.
Se non si è proceduto con l’emissione della fattura il cedente avrà solamente annotato il corrispettivo nel registro di cui all’articolo 24, decreto del Presidente della Repubblica n. 633/72.
Come operare la rettifica in questo caso? Secondo l’Agenzia delle Entrate, sebbene il cedente sia un soggetto esonerato dall’obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi, possono richiamarsi i chiarimenti già resi da parte della stessa con riferimento alle procedure di reso relative ad operazioni certificate con documento fiscale.
Inoltre secondo l’Agenzia delle Entrate, al fine di procedere correttamente al reso:
  • dalla documentazione in possesso del cedente sia possibile individuare gli elementi necessari a correlare il reso alla precedente cessione (generalità del soggetto acquirente, ammontare del prezzo rimborsato, “codice” dell’articolo oggetto di restituzione e il “codice di reso”);
  • dalle risultanze delle scritture ausiliare di magazzino, correttamente tenute, sia possibile verificare la movimentazione fisica del bene reinserito nel circuito di vendita.

Rag. Francesca Seniga
CMA Srl - Rag. Francesca Seniga Revisore dei Conti

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