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Ritornano in auge i titoli di Stato

del 23/02/2012

Ritornano in auge i titoli di Stato
Negli ultimi mesi, in particolare dall’inizio dell’estate scorsa, si è palesato il concetto che l’investimento finanziario privo di rischi non esiste.
Concetto noto agli addetti ai lavori, ma non così diffuso al mondo dei risparmiatori.
Il titolo di Stato per eccellenza è sempre stato considerato come il luogo sicuro, magari non così redditizio, ma il luogo più sicuro dove mettere i risparmi di una vita.
Le recenti vicende che hanno coinvolto diversi Paesi europei ponendo in dubbio la loro possibilità di far fronte alla restituzione dei capitali a scadenza di titoli da loro emessi o addirittura di rischio di default dello Stato, hanno fatto si che si verificassero pesanti variazioni sui prezzi di titoli pubblici italiani con differenze di anche 30 punti percentuali in pochi giorni.
Di fatto i possessori di titoli di Stato italiani si sono trovati a detenere un valore inferiore a quello pagato per l’acquisto del titolo.
Questo fatto ha creato panico e disaffezione verso questi strumenti di investimento e in molti casi i risparmiatori si sono trovati a seguire la speculazione a ribasso che si era posta in atto in quel periodo cedendo le posizioni in perdita alimentando così la spirale negativa.
Ora che il noto spread verso i titoli di riferimento tedeschi sta diminuendo, di fatto significa che il rendimento reale per chi acquista un titolo di Stato italiano già quotato sta diminuendo giorno per giorno, i valori stanno tornando verso quotazioni più vicino alla pari e in molti casi anche sopra.
La sensazione di “avere meno soldi” sta passando e quindi la fiducia verso quel tipo di investimento sta tornando, stanno tornando in auge i titoli di Stato.
Come al solito si è portati a considerare appetibile e sicuro un mercato in salita, un titolo che è cresciuto, un rendimento che è stato positivo. Si tende a proiettare lo status presente all’infinito. Non ci si fida quando un mercato cala o un titolo assume un prezzo basso perché così sarà per sempre, si acquista un titolo che ha assunto un prezzo positivo o si entra in un mercato che cresce perché così sarà per sempre.
Ora che BOT e CTZ hanno assunto rendimenti mediamente sotto l’inflazione reale, i CCT avranno bisogno di ancora qualche mese per poter cavalcare la ripresa dei tassi che prenderà corpo solo a fronte di una solida ripresa economica esistono ancora ottime opportunità su BTP emessi alcuni anno orsono con durate residue fra i dieci e i diciassette anni con rendimenti effettivi netti sopra al 5%.
Come scegliere? L’investimento migliore non esiste in senso assoluto, come sempre vanno valutate le esigenze proprie di chi lo deve porre in essere, la durata possibile dell’operazione, la possibilità che la stessa possa essere liquidata prima della naturale scadenza, la possibilità di tollerare una eventuale variazione di prezzo durante il suo periodo di vita.

Daniele Rossi
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