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Il contratto di franchising

del 29/12/2011

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Il contratto di franchising
"I numeri fanno ben sperare: 180.525 addetti, 53.313 punti vendita, un giro d'affari annuo di oltre 21,7 miliardi di euro. Il franchising sembra non conoscere crisi, e l'ultimo rapporto sull'occupazione elaborato da Confimprese lo conferma: nel 2011 saranno aperti 1.152 nuovi negozi (che tradotto in percentuali significa +28,2% rispetto al 2010), creati oltre cinquemila posti di lavoro e costruite le basi per una crescita importante del settore anche per i prossimi dodici mesi. Nel corso dei quali, spiega lo studio, saranno realizzati 1.268 nuovi punti vendita in affiliazione che daranno lavoro a più di tremila persone, in particolare under 35. Oggi in Italia operano oltre 800 brand del franchising che vale il quarto posto in Europa." (Sole24Ore)

Spieghiamo allora cos'è il franchising.

Il contratto di franchising (o di affiliazione commerciale) è un contratto di derivazione nordamericana, successivamente diffusosi in Europa a partire dagli anni ‘60. 
L’accordo contrattuale prevede che una impresa, denominata franchisor, consenta ad un’altra impresa, detta franchisee, attraverso la concessione di una licenza d’uso, di commercializzare i prodotti della propria azienda ovvero di distribuire servizi con il marchio o l’insegna della medesima impresa.  
Con l'emanazione della legge 6 maggio 2004, n. 129, il contratto di franchising ha assunto autonoma configurazione e disciplina, uscendo dal novero dei contratti atipici, così da approntare maggiore tutela per l'affiliato (franchisee), parte più debole del rapporto.
E' un contratto fra due soggetti, economicamente e giuridicamente indipendenti, in forza del quale una parte concede la disponibilità all’altra, mediante pagamento di un corrispettivo, di un insieme di diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi a marchi, denominazione commerciali, insegne, modelli di utilitàdisegnidiritti d'autore, know-how, brevetti, assistenza e consulenza tecnica o commerciale, inserendo l’affiliato in un sistema costituito da una pluralità di affiliati distribuiti sul territorio, al fine di commercializzare determinati beni e servizi dell’affiliante. 
L’affiliazione commerciale è delineata, indipendentemente dalle definizioni adottate dalle parti, come un contratto bilaterale, sinallagmatico, cioè a prestazioni corrispettive, tra imprenditori commerciali, avente ad oggetto la concessione dall’affiliante all’affiliato di diritti di proprietà industriale e/o intellettuale e l’inserimento dell’affiliato nel sistema distributivo dell’affiliante. 
La causa del contratto è, pertanto, la commercializzazione di beni e servizi che hanno il marchio dell’affiliante, da parte dell’affiliato (o franchisee) che si presenta al pubblico come se fosse una diramazione di una medesima impresa, dietro il corrispettivo di una somma di denaro (royalty).
Il contratto in questione può essere utilizzato dagli operatori in qualsivoglia settore di attività.
Stante la natura dell’accordo correlato e derivante dal contratto di franchising, le parti assumono obblighi reciproci in termini economici e contrattuali. 
A tutela dell'affiliato è previsto che l'affiliante, il quale intenda costituire una rete di franchising, deve avere preventivamente sperimentato la propria formula commerciale sul mercato e, qualora il contratto sia a tempo determinato, questo non può avere una durata inferiore a tre anni, in modo da agevolare l'ammortamento dell'investimento.
L'affiliante (franchisor) deve, inoltre, consegnare all'affiliato, con il contratto, ulteriore documentazione comprendente il bilancio relativo agli ultimi tre esercizi, la lista degli affiliati operanti nel sistema, nonché la descrizione sintetica degli eventuali procedimenti giudiziari promossi nei suoi confronti e conclusisi negli ultimi tre anni.
L'affiliato, di contro, ha il divieto di trasferire la propria sede di attività, se indicata nel contratto, salvo cause di forza maggiore, ha l'obbligo di osservare, anche dopo lo scioglimento del contratto, la massima riservatezza in ordine al contenuto dell'attività oggetto dell'affiliazione.
Entrambi, devono, comunque osservare il principio generale del comportamento leale, corretto e secondo buona fede, pena la sanzione dell'annullabilità del contratto e del risarcimento dell'eventuale danno, ex articolo 1439 codice civile.

Avv. Gianluca Grisolia
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