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"Res": la service tax che sostituirà TARSU e TIA

del 08/11/2011

"Res": la service tax che sostituirà TARSU e TIA
La novità principale introdotta dal decreto correttivo al fisco comunale, contenente le ultime norme in materia di federalismo ed approvato, in esame preliminare, dal Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2011, riguarda l’introduzione di un nuovo tributo comunale su rifiuti e servizi denominato “Res”.
Oltre all’introduzione della “Res”, ulteriori novità apportate del decreto correttivo riguardano: l’avvio della nuova tassa immobiliare "Imu", la quale sostituirà Ici e Irpef fondiaria dal 2013 (al posto del 2014) ma con un'aliquota più bassa rispetto a quella prevista dal decreto legislativo del 14 marzo 2011, n. 23, ossia al 6,6 per mille (al posto del 7,6 per mille) nonché l’abbandono della compartecipazione Iva in favore di quella dell’Irpef (al 2%). 
Il nuovo tributo comunale su rifiuti e servizi entrerà in vigore dal 2013 con un’aliquota non eccedente il 2 per mille e andrà a sostituire la Tassa per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani (TARSU) e la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA).
In merito, se a prima vista il nuovo tributo rappresenti una semplificazione normativa, secondo molti rappresenta invece una vera e propria tassa in quanto comprenderà anche altre quote di tassazione da versare per alcuni servizi comunali.
Infatti, il calcolo della “Res” verrà articolato sulla base di due componenti: la prima riferibile al servizio di gestione dei rifiuti i cui soggetti passivi sarebbero chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o anche aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti, mentre la seconda riferibile al finanziamento dei servizi indivisibili comunali, ossia tutti quei costi che attualmente gli enti locali coprono mediante trasferimenti dallo Stato (sicurezza, illuminazione, gestione strade eccetera).
Se per la parte relativa ai rifiuti il pagamento sarà annuale e proporzionato alla quantità e qualità media ordinaria di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, quella relativa ai servizi indivisibili dipenderà, invece, dal valore dell’immobile occupato.
Infatti, quest’ultima avrà come presupposto l'occupazione a qualsiasi titolo di immobili ad uso abitativo (classificati alle categorie catastali da A1 a A9) da parte di soggetti anagraficamente residenti nel territorio comunale e sarà determinata applicando al valore dell'immobile occupato (definito secondo le regole dell’Ici) un'aliquota definita dal consiglio comunale.
In ogni caso, per entrambe le componenti i Comuni potranno decidere di prevedere agevolazioni, riduzioni o esenzioni sia nei casi di ridotta produzione di rifiuti sia nei casi di situazioni di particolare disagio sociale. Per esempio, stando alla prima bozza di decreto, viene stabilita una no tax area per i residenti il cui reddito non superi il primo scaglione dell'Irpef (15 mila euro) e una riduzione al 50% per chi vive in affitto e ha un reddito complessivo a livello di nucleo familiare non superiore al limite previsto per il secondo scaglione Irpef (28 mila euro).
Oltre alla differenziazione nel calcolo, si prevede una disciplina comune in merito ad adempimenti e modalità di riscossione. Infatti, i contribuenti dovranno presentare una dichiarazione iniziale entro il 30 aprile dell'anno successivo all'inizio dell'occupazione, mentre il versamento dovrà effettuarsi in quattro rate trimestrali, salva diversa regolamentazione dell'ente.
La riscossione volontaria spetterà al Comune, il quale potrà decidere di affidarla al gestore dei rifiuti, ma solo per la componente connessa a tale servizio, oppure al soggetto fornitore di energia elettrica previa apposita convenzione. Infatti una novità riguarderebbe proprio la possibilità di ricorrere ai soggetti che forniscono l'energia elettrica operanti sulle utenze del territorio mediante una convenzione che consentirebbe la creazione di una bolletta unica comprendente il tributo “Res”, con la possibilità di sospendere l'erogazione dell'energia elettrica in caso di inadempimento per due versamenti consecutivi.

Dott. Massimo Gazzani
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