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Quanto costa la certificazione energetica

Quanto costa la certificazione energetica
La certificazione energetica degli edifici prevede, per il professionista abilitato che la effettua, lo svolgimento di una serie di mansioni così strutturate:
  • sopralluogo sul posto per constatare e rilevare superfici e volumi dell’edificio o singola unità immobiliare, superfici disperdenti degli elementi opachi e trasparenti e loro tipologia costruttiva, orientamento cardinale, inserimento nel contesto urbano, tipologia dell’impianto di climatizzazione invernale e suoi requisiti di rendimento;
  • sviluppo dei dati rilevati in ufficio e inserimento nel programma CENED (per Regione Lombardia) dove, passo passo, si perviene a determinare la classe energetica di appartenenza;
  • compilazione e inserimento dei dati dell’immobile e del proprietario intestatario nel Catasto Energetico al fine di generare l’ACE (Attestato di Certificazione Energetica) previo versamento di euro 10 previsti dal CESTEC (Organo di certificazione della Regione Lombardia) per il rilascio del certificato.
Fino al 31/08/2011 bisognava inoltre depositare una copia del certificato presso il Comune di appartenenza dell’immobile, incombenza abolita in data 31/05/2011 con l’approvazione della deliberazione n. IX/1811 del nuovo modello di Attestato di Certificazione Energetica degli edifici, in ottemperanza a quanto previsto all'articolo 17 comma 1 lettera f) della legge regionale 3/2001: "A decorrere dal 1 settembre 2011, l'ACE acquista efficacia con l'inserimento nel sistema informativo regionale di cui all'articolo 9, comma 3-bis, del file di interscambio dati, i cui contenuti sono di responsabilità del soggetto certificatore che lo ha asseverato".
Detto questo, il professionista che viene incaricato a redigere tale documento applica la tariffazione onoraria prevista per la categoria di appartenenza (geometra, ingegnere, architetto, perito) che, in linea di massima, si basa sul tempo effettivamente impiegato allo svolgimento della mansione.
Durante i corsi di formazione dei tecnici certificatori è stato trattato anche questo punto fondamentale e cioè stabilire una retribuzione onoraria equa e congrua dovuta al professionista per tale mansione che, a seconda delle categorie di tecnici presenti, ha trovato pressoché tutti concordi nell’esporre un costo “a corpo” stabilito in euro 600 per un appartamento di medie dimensioni, in contesto condominiale e nel Comune di Milano, poi sceso a 400 ai giorni nostri.
Va detto, per correttezza e precisazione, che all’epoca dei corsi di formazione (2007/2008) e all’entrata in vigore del software Cened (prima versione) tutte le trasmittanze degli elementi disperdenti dovevano essere calcolate manualmente con la metodologia illustrata in sede di formazione, oggi sostituite da librerie preimpostate dall’attuale versione 1.2 dello stesso software; quindi i tempi di calcolo e compilazione si sono estremamente ristretti oltre al fatto di non dover più recarsi nel Comune di appartenenza per il deposito dello stesso certificato, con enorme risparmio di tempo impiegato dal professionista e spese vive evitate.
E’ logico quindi aspettarsi un sensibile calo della richiesta di onorario professionale che comunque dev’essere parametrato all’impegno di tempo impiegato ma soprattutto adottando la metodologia sopra riportata pur con le semplificazioni intercorse nel tempo.
All’occhio del cittadino che si appresta a richiedere un ACE risulta quindi assolutamente palese e non professionale, ma soprattutto inattendibile sotto il profilo tecnico/qualitativo, un certificato energetico pagato pochi euro in quanto privo di fatto degli elementi essenziali che lo hanno generato (sopralluogo, calcolo, qualità).
E qui entra in gioco l’importanza attribuita al certificato energetico; nel disegno normativo e nell’intento del legislatore, la certificazione energetica degli edifici si prefigge come scopo primario quello di essere l’ago della bilancia tra qualità “energetica” dell’immobile e valore commerciale dello stesso. Un esempio pratico: perché pagare fior di quattrini un appartamento in Milano, costruito negli anni Settanta, ben oltre la classe G, quando mi costerà altrettanti fior di quattrini per mantenerlo “energeticamente”?
Allora non si può attribuire all’ACE la valenza di un semplice “bollino” come se fosse una tassa come un’altra tra le numerose incombenze che gravano sull’immobile; è invece il passaporto di identità di una realtà edilizia che mi deve mettere nelle condizioni di scegliere come investire nel futuro le mie economie.
Su questo concetto fondamentale si basa tutto l’impianto che ha generato il sistema di certificazione; se viene meno questa necessaria importanza dell’ACE decade automaticamente tutto il discorso di qualità del servizio, controlli degli organi preposti e professionalità del tecnico che lo redige fino ad arrivare all’assurdo di “certificati on-line a 69 euro”!

Geom. Stefano Vaghi
SV Studio Tecnico

COMMENTI

daniele
26/10/2011 14:16:08
viene citato solo il contesto lombardia. bene. chi dice che i certificati emessi da catasto prima del 31 agosto e non consegnati in comune oggi non siano più in sostanza validi, ma debbano essere rifatti? grazie
liuda
26/10/2011 16:43:24
In Toscana ci sono coupon per certificazioni a 29€ (sopralluogo, calcolo, registrazione) che dire? Contenti loro... se non si vergognano...i tecnici seri sanno che una certificazione seria come minimo porta via una giornata di lavoro e impegna il professionista anche dal punto di vista legale.
VAGHI GEOM. STEFANO (Cologno Monzese)
26/10/2011 19:35:40
Risposta per Daniele.
Solo CENED (Regione Lombardia) può esprimersi a riguardo. I Comuni che ricevevano e protocollavano i Certificati fino al 31/08 fungevano esclusivamente da depositari senza entrare nel merito.
Geom. Stefano Vaghi
davide (Nardò)
18/12/2012 15:02:12
salve ,sto vendendo una vecchia casa di campagna ,con solo allaccio acqua e enel nn ho altri impianti , sono comunque obbligato a fare il certificato ACE ? qui mi hanno chiesto 200,00 euro. grazie x la risposta

SV Studio Tecnico
19/12/2012 21:45:57
Gent.le Davide.

La Normativa Regionale Regione Puglia (R.R. n.10 del 10/02/2010 - Art. 2 lettera g) prevede la Certificazione Energetica per tutti gli edifici dotati di impianti di climatizzazione invernale ed estiva, come tali definiti dall'Art. normativo, anche di tipo individuale purchè maggiore o uguale a 15 Kw.

Nel suo caso specifico, non essendoci alcuna tipologia di climatizzazione in tal senso, l'unità immobiliare non risulta certificabile, quindi non soggetta a redazione certificato ACE.

E' altrettanto vero che, in assenza di tale requisito, il tecnico certificatore deve attestare l'assenza di tali dispositivi di climatizzazione con apposita dichiarazione sottoscritta di assunzione di responsabilità in tal senso in quanto il Notaio rogante, all'atto di compravendita, allegherà tale documento come attestazione di mancanza di sistema impiantistico di climatizzazione.

Per quanto concerne l'onorario professionale richiesto, reputo equa e congrua la richiesta in funzione delle mansioni da svolgere.

Cordiali Saluti.
Geom. Stefano Vaghi
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