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Privacy e condominio

del 25/10/2011

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Privacy e condominio
Sempre più frequentemente in ambito condominiale il diritto alla riservatezza si scontra con altri diritti ritenuti fondamentali dall’ordinamento giuridico.
Ciò si verifica ad esempio in caso di affissione nella bacheca condominiale di un cartello contenente l’indicazione dei condomini morosi.
La Cassazione, con ordinanza n.186 del 04.01.2011, si è pronunciata sul punto. La Suprema Corte ha precisato che l’affissione nella bacheca dell’androne condominiale dei dati personali riguardanti le posizioni debitorie del singolo condomino, essendo avvenuta in uno spazio accessibile al pubblico, si risolve nella messa a disposizioni di tali dati ad una serie indeterminata di persone estranee al condominio e quindi in una indebita diffusione, tale da essere fonte di responsabilità civile, ai sensi degli articoli 11 e 15 del decreto legislativo n. 196/2003 (cosidetto "Codice della privacy").
In tale caso il condomino potrà agire non solo al fine di ottenere la rimozione del cartello ma anche per ottenere il risarcimento dei danni subiti per la violazione del proprio diritto alla privacy.
In sostanza, il singolo condomino ha diritto di sapere ogni notizia riguardante gli altri condomini limitatamente a fatti e circostanze relative alla gestione condominiale, ivi compresi gli inadempimenti altrui, ma tali dati, essendo personali e come tali soggetti alla relativa disciplina, non potranno essere diffusi in luoghi accessibili anche a persone non facenti parte del condominio.
Gli avvisi presenti in spazi aperti all’accesso di terzi estranei al condominio non potranno, dunque, contenere dati personali riferibili al singolo condomino ma potranno avere unicamente carattere generale.
Ciò risulta essere conforme a quanto già statuito dal Garante per la protezione dei dati personali che nel suo provvedimento del 18.05.2006 aveva affermato la liceità dell’esposizione in luoghi accessibili ad una serie indeterminata di persone unicamente di avvisi di carattere generale, utili ad una più efficace comunicazione di eventi di interesse comune, rimettendo invece a forme di comunicazione individualizzata o alla discussione in assemblea la trattazione di affari che importi la diffusione di dati personali riferiti a singoli condomini.
Un altro caso ove si verifica in ambito condominiale lo scontro tra il diritto alla riservatezza e un altro diritto fondamentale quale quello alla sicurezza attiene all’installazione degli impianti di videosorveglianza per riprendere spazi condominiali o addirittura spazi che siano esclusivi degli altri condomini.
La giurisprudenza (in particolare si veda una recente sentenza del Tribunale di Varese n. 1273 del 16.06.2011), pur evidenziando un vero e proprio vuoto legislativo in materia, si è pronunciata in più occasioni nel senso di escludere, proprio al fine di tutelare il diritto alla privacy, il potere del condomino di installare, in assenza di una delibera assunta all’unanimità, le telecamere in ambito condominiale.

Avv. Fabio Benatti
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