Consulenza o Preventivo Gratuito

Il nuovo regime dei contribuenti minimi

del 01/08/2011

Contatta | Studio Camillo
Via C. Nigra 2 Palazzolo Milanese 20030 Paderno Dugnano (MI)
Il nuovo regime dei contribuenti minimi

La Manovra Economica emanata nella legge 15 luglio 2011 n. 111, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16 luglio 2011 n. 164, recante “disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria” ha profondamente rinnovato la disciplina applicabile ai contribuenti di dimensioni minori.
L’articolo 27 della manovra correttiva, denominato “regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” di fatto riscrive le regole per tutti i contribuenti minimi, a decorrere dall'1 gennaio 2012.

Gli attuali regimi
I regimi fiscali attualmente in vigore sono sostanzialmente due:

  1. il regime pluridenominato “delle nuove iniziative produttive” o “Visco” o “forfettino” contenuto nella Legge 23 dicembre 2000 n. 388 (Legge Finanziaria 2001);
  2. il “regime dei minimi” disciplinato dai commi dai commi da 96 a 117 dell’articolo 1 della Legge 24 dicembre 2007 n. 244 (Legge finanziaria 2008).

Tali regimi continueranno a coesistere sino al 31 dicembre 2011.
Pertanto, chi ha aperto la partita Iva successivamente al 17 luglio 2011 (data di entrata in vigore della manovra correttiva) o la aprirà sino alla fine di quest’anno, potrà beneficiare per questa frazione d’anno dei regimi agevolativi destinati alla soppressione.

Il nuovo regime dei contribuenti minimi
I commi 1 e 2 dell’articolo 27 della manovra, circoscrivono il nuovo regime.
A decorrere dall'1 gennaio 2012, il regime dei contribuenti minimi si applicherà esclusivamente alle persone fisiche:

  1. che intraprenderanno un'attività d'impresa, arte o professione;
  2. che l'hanno intrapresa successivamente alla data del 31 dicembre 2007 (quindi a decorrere dall'1 gennaio 2008).

Sono comunque escluse dal beneficio le società di persone e le società di capitali.
Il regime è applicabile per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi, può essere esteso anche oltre il quarto periodo di imposta successivo a quello di inizio dell’attività ma non oltre il periodo di compimento del 35° anno di età.
Il beneficio è riconosciuto a condizione che:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l'inizio dell'attività, attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni;
  • qualora sia proseguita un'attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

Il nuovo regime appare assai favorevole per le nuove iniziative individuali; prevede l’applicazione di una imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali pari al 5% del reddito di lavoro autonomo o del reddito d’impresa, determinati in base al principio di cassa.
È prevista l’esenzione dall’Irap del reddito prodotto e la non applicazione degli studi di settore e dei parametri. Sul versante dell’Iva è prevista la non assoggettabilità dei ricavi ad imposta, ma è precluso il diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti, ne deriva la non applicabilità delle liquidazioni Iva periodiche.
Semplificazione anche sul fronte degli adempimenti ed obblighi contabili: i contribuenti minimi dovranno provvedere alla sola numerazione e conservazione delle fatture emesse e ricevute e degli altri documenti di spesa, non essendo imposto alcun altro obbligo di annotazione, né obbligo di tenuta di libri e registri contabili.
Per contro, scompare la possibilità di ricorrere al tutoraggio da parte dell’Agenzia delle Entrate, così come viene escluso per il futuro il beneficio del credito di imposta per l’acquisto di apparecchiature informatiche.

Cosa accadrà agli attuali contribuenti minimi
Se, da un lato, il nuovo regime dei minimi è particolarmente favorevole per le persone fisiche under 35 che intendano avviare (o che abbiano avviato dal 2008) un’attività artistica, professionale o d’impresa, non giungono buone notizie per gli altri contribuenti attualmente inquadrati nel regime “Visco” (Legge 388/2000) o nel regime dei minimi (Legge 244/2007) già citati.
Va preliminarmente ricordato che l’articolo 27 è stato inserito nella manovra economica con l’intento di ridurre la platea dei contribuenti che beneficiano delle agevolazioni: a fronte del beneficio della riduzione al 5% dell’aliquota, l’obiettivo della manovra – accolta sin dall’inizio con favore da tutte le parti politiche – rimane quella di recuperare gettito per 100 milioni di euro a favore dell’Erario.
Da stime effettuate, almeno 9 contribuenti su 10 saranno estromessi, a decorrere dall'1 gennaio 2012, dalle agevolazione cui oggi beneficiano.

Il regime degli ex minimi
I commi dal 3 al 5 dell’articolo 27 della manovra economica si occupano dei contribuenti che, a diverso titolo, saranno estromessi dai regimi agevolati vigenti fino al prossimo 31 dicembre e che non potranno applicare il nuovo regime dei minimi.
Una prima disciplina è costituita dalla disposizione che prevede un regime di passaggio: i contribuenti potranno continuare a fruire del regime agevolato fino a quando permarranno i requisiti di applicazione ovvero fino a quando non decidano di optare per il regime ordinario.
Dall'1 gennaio 2012, entrerà in vigore il nuovo regime degli ex minimi: è un regime naturale (prescinde da opzioni) ed a tempo indeterminato. Come il nuovo regime dei minimi trova applicazione solo per le persone fisiche per attività imprenditoriali, di arte o professione, ma è applicabile anche a tutti coloro che non hanno intrapreso una nuova attività.
La norma prevede per coloro che – pur avendo i previgenti requisiti – non possano beneficiare del nuovo regime semplificato ovvero ne fuoriescano, fermi restando l'obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi e gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, siano esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell'Iva., nonché dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell'Iva; questi contribuenti sono altresì esenti dall'Irap.
In pratica i contribuenti che fino alla fine del 2011 hanno adottato il vecchio regime dei minimi, dall'1 gennaio 2012 potranno rimanere in questo regime transitorio.
Tuttavia tale regime semplificato cessa di avere applicazione dall'anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni di cui all’articolo 1, comma 96 (limiti dimensionali) ovvero si verifica una delle fattispecie indicate all'articolo 1, comma 99 (requisiti soggettivi) della Legge finanziaria 2008 (Legge 244/2007).
Come già detto, tali soggetti possono optare per l'applicazione del regime contabile ordinario: l'opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.
Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l'opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.

Il regime delle mini-partite Iva
Una fattispecie a sé riguarda tutti i contribuenti che applicavano i vecchi regimi agevolativi e che – già dall'1 gennaio 2012 – si troveranno automaticamente esclusi sia dal nuovo regime dei minimi, sia dal nuovo regime degli ex minimi.
E’ l’ipotesi in cui ricadono i contribuenti che abbiano già superato il 35° anno d’età e tutte le partite Iva attivate prima dell'1 gennaio 2008.
Questo regime è stato già ribattezzato delle mini-partite Iva, è parimenti un regime naturale ed a tempo indeterminato (salvo opzioni per il regime ordinario), l’esercizio di impresa o di una libera professione nel triennio precedente non costituisce causa ostativa.
Nondimeno il regime delle mini-partite Iva eredita, dai previgenti regimi, requisiti vincolanti ed ostativi, quali la limitazione dei ricavi o compensi alla soglia dei 30 mila euro annui, la necessaria inesistenza di dipendenti e/o collaboratori, l’acquisto nel corso del triennio precedente di beni strumentali in misura non superiore a 15 mila euro. In presenza anche solo di uno di questi elementi il regime non trova applicazione.
Il regime prevede l’obbligo di tenuta delle scritture contabili, l’applicazione dell’Iva in regime normale (con conseguenti liquidazioni e versamenti periodici) nonché l’applicazione dell’Irpef con aliquote progressive marginali, l’assoggettamento alle addizionali regionali e comunali.
Di converso, l’unica vera agevolazione è l’esenzione dell’Irap.
A fronte di queste considerazioni è facile prevedere uno scarso successo del regime delle mini-partite Iva poiché a fronte di limitazioni precise prevede benefici assai esigui: la sola esenzione dall’Irap che peraltro per molti soggetti, spesse volte, non troverebbe applicazione per assenza del tanto discusso requisito dell’organizzazione.

In conclusione, dobbiamo prendere atto che, purtroppo, allo scopo di procurare gettito fiscale, si sono abrogate due norme contenenti due regimi agevolativi, per introdurre una nuova norma che prevede – come visto – ben tre nuovi regimi.
Attendiamo i necessari chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate che – come ci hanno abituati – saranno contenuti in numerose e corpose circolari spesso contraddittorie, tuttavia auspicando che dette precisazioni non arrivino tardivamente o dai vari forum fiscali che si svolgeranno all’inizio del 2012; ad anno, quindi, già iniziato.

Rag. Walter Falvio Camillo
Studio Camillo

vota  

COMMENTI

Giorgio S.

15/08/2018 18:48:01

Sono un perito informatico alle dipendenze di un'azienda di medie dimensioni. Nel tempo libero svolgo dei miei lavori di consulenza e per questo ho aperto un anno fa la partita iva con il regime dei minimi non superando di certo i 30.000 euro di fatturato nell'anno. Poiché ho 39 anni mi sembra di capire che con le nuove regole del regime dei minimi dall'anno prossimo non rientrerò più tra i requisiti necessari per accedervi. E' così? Chi ha più di 35 anni anche se ha tutti gli altri requisiti richiesti e ha già la p iva aperta non può rimanere nel regime dei minimi?
Grazie per una sua gentile risposta e Le faccio i complimenti per la chiarezza con cui ha esposto l'argomento che penso interessi come me altre migliaia di persone col doppio lavoro per arrotondare.

Studio Camillo sas

15/08/2018 18:48:01

È da premettere che, come previsto in chiusura dell’articolo, stanno uscendo i primi chiarimenti di prassi da parte dell’Amministrazione Finanziaria: l’Agenzia delle Entrate ha emanato in data 5 agosto 2011 una prima circolare, la 41/E/11, esplicativa delle principali novità introdotte dalla manovra, circolare che – tuttavia – non contiene alcun riferimento al regime dei minimi. Sono particolarmente attesi i provvedimenti direttoriali previsti dal comma 6° dell’art. 27 della Legge 111/2001 (c.d. manovra correttiva).

Per rispondere al Suo quesito: Lei uscirà dal regime dei “nuovi” minimi così come individuati dalla Legge 111/2011 ma, al permanere di tutti i requisiti attuali, avrà diritto di beneficiare del regime denominato degli “ex minimi”.
Infatti, il requisito dei 35 anni sarà valido per l’ingresso nel regime dei minimi a decorrere dal 1° gennaio 2012, quale limite massimo di permanenza nel regime (quello nuovo) e non come spartiacque per i soggetti che abbiano già iniziato l’attività prima dell’entrata in vigore della norma.

Stime governative indicano che, per effetto delle nuove norme, circa il 96 % dei contribuenti che fruivano del “vecchio” regime dei minimi ne fuoriuscirà.
Ove lenire in parte tale effetto, la manovra correttiva ha previsto un particolare regime agevolato per tutti coloro che non saranno più considerabili “minimi” per intervento delle nuove norme.
L’uscita dal regime è determinato da cause immediate – già elencate nell’articolo – che, per completezza, si ricordano:
 soggetti che abbiano intrapreso l’attività entro il 31 dicembre 2007;
 soggetti che nei 3 anni precedenti hanno esercitato un’attività d’impresa, professionale o artistica anche in forma associata o familiare;
 soggetti che non soddisfano il requisito della novità nell’attività intrapresa;
 in caso di prosecuzione di un’attività di impresa svolta precedentemente da altro soggetto, qualora l’ammontare dei ricavi realizzati nel periodo di imposta precedente a quello di riconoscimento del beneficio, superi i 30 mila euro.
Alle indicate cause si deve aggiungere il decorso del quinquennio di permanenza nel regime dei minimi: di fatto, tale previsione di fuoriuscita diventerà operativa a decorrere dal periodo d’imposta 2013, essendo stato introdotto il regime con decorrenza dal 1° gennaio 2008 e venendo a conclusione il primo quinquennio con lo spirare del 31 dicembre 2012.

Il comma 3° dell’art. 27 della Legge 111/2011 si occupa dei soggetti “ex-minimi”.
Sembrerebbe non esserci un limite temporale di permanenza in detto regime, in quanto la norma individua la fuoriuscita in caso di superamento del limite dei ricavi o compensi.
In particolare è previsto che, fermo restando l’obbligo di conservazione dei “documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi”, l “ex-minimi” siano esonerati:
 dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini Irpef ed I.V.A.;
 dalla liquidazione e versamenti periodici rilevanti ai fini I.V.A., a tal fine il contribuente procederà al versamento dell’eventuale imposta dovuta in sede di liquidazione annuale e quindi al 16 marzo di ogni anno.
Gli “ex-minimi” saranno assoggettati, ove ne ricorra l’ipotesi, a ritenuta d’acconto, l’Irpef dovrà essere calcolata nel modo ordinario; tali soggetti saranno tenuti alla compilazione degli studi di settore (o dei parametri) e dovranno compilare l’elenco clienti e fornitori.
L’unica sostanziale agevolazione è data dall’esenzione da IRAP, tenuto presente che – in ogni caso – stanti i limiti dimensionali previsti, appare difficile ipotizzare un “ex-minimo” tenuto al pagamento dell’imposta causa l’assoluta mancanza dell’autonoma organizzazione.
Di fatto, quindi, la vera agevolazione concessa ai contribuenti “ex-minimi” si riconduce alla deroga alla tenuta della contabilità.

Reinaldo Tomasi

15/08/2018 18:48:01

Quindi se ho capito bene, la dichiarazione del 2012 (relativa ai redditi 2011) la farò ancora come contribuente minimo (ex-minimo con imposta sostitutiva del 20%). Nel 2013 invece devo versare l'IVA del 2012 entro il 16/03 e calcolare l'IRPEF con la procedura ordinaria.
Grazie mille.

angelo

15/08/2018 18:48:01

è vergognoso!

Tiziana

15/08/2018 18:48:01

Buonasera,
Ho la partita iva con regime dei minimi aperta da ottobre 2009. Ho emesso l'ultima fattura mercoledí 28/12. Devo applicare la nuova aliquota del 5% anzichè del 20% anche se non è emessa con il nuovo anno?
Ringrazio in anticipo per gli eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti

marilena

15/08/2018 18:48:01

salve,sono una donna di 50 anni e vorrei sapere se rientro nella mini dichiarazione iva.in quanto vorrei aprire la partita iva x iniziare a svolgere un'attivita' di vendita. in attesa della sua risposta, cordiali slauti e grazie

walter

15/08/2018 18:48:01

Quindi, in buona sostanza se si ha più di 35 anni é impossibile aprire una mini partita iva anche con il nuovo regime di tassazione?

Studio Camillo sas

15/08/2018 18:48:01

Con provvedimento prot. 185820 del 22 dicembre 2011, l’Agenzia delle Entrate, ha confermato che dal 2012 sul reddito imponibile calcolato con le medesime modalità previste dal previgente regime dei minimi (in vigore dal 2008) sarà applicata l'imposta sostitutiva del 5 %.
Nel medesimo provvedimento è precisato che – con decorrenza dal 2012 - non sarà effettuata a carico dei contribuenti minimi la ritenuta di acconto.

Studio Camillo sas

15/08/2018 18:48:01

Effettivamente, in un primo momento, ed in maniera molto frettolosa, molti operatori avevano ravvisato nella norma una sorta di preclusione anagrafica: secondo tale orientamento solo le persone fisiche di età inferiore ai 35 anni avrebbero potuto avvalersi del regime dei minimi a decorrere dal 2012.
Differentemente anche la persona fisica di età superiore ai 35 anni, che intenda iniziare una attività, se in possesso dei requisiti di cui all'art. 27 del D.L. 98/2011 (convertito nella Legge n. 111/2011), potrà usufruire del regime dei minimi.
Pertanto, rispondendo ai quesiti posti, anche una commerciante che intenda iniziare l'attività all'età di 50 anni nel 2012, potrà accedere al regime dei minimi per un quinquennio.

giorgio

15/08/2018 18:48:01

nel 2010 e 2011 ho avuto due posizioni iva iscritte in camera di commercio per prestazioni occasionali eccedenti 30.000 EUro di fatturato (ma gli utili erano inferiori ai 30.000). Figurava un'attività di impresa per consulenza.

Ora purtroppo, per via del fallimento dell'azienda che di tanto in tanto mi permetteva qualche colpo grosso, mi ritrovo in difficoltà.

Sono bilingue quindi da quest'anno riesco a lavorare come interprete (attività completamente diversa dalla precedente) e vorrei aderire al regime dei minimi... il fatto di avere svolto quelle attività occasionali sotto forma di impresa ordinaria, preclude il mio accesso al regime dei minimi? Ripeto, si tratta di attività completamente diverse, la prima era di consulenza per la realizzazione di impianti elettrici innovativi, la seconda è di semplice interprete. Ho 24 anni e con questa nuova attività non riuscirei a sopravvivere col regime ordinario (fatturato sarà di circa 10.000 euro annui...).

Grazie

Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati
SULLO STESSO ARGOMENTO
Cassa mutua per colf e badanti

del 07/10/2010

Al via il prossimo 11 ottobre, in coincidenza con la scadenza per il pagamento dei contributi del te...

Mod 770 mensile, oneri doppi

del 10/11/2010

Con la “mensilizzazione” raddoppieranno gli adempimenti. Oltre a una dichiarazione mensile (nella ve...

Detengo un immobile in Francia per uso personale e che non viene quindi locato a terzi. Come devo comportarmi nella redazione del Modello Unico?

Dott.ssa Paola Saldi del 07/05/2012

Il possesso di un immobile all’estero obbliga alla compilazione del modulo RW all’interno del Modell...