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Lavoro e privacy: sì alla geolocalizzazione lavoratori

del 03/05/2017

Lavoro e privacy: sì alla geolocalizzazione lavoratori

Analizziamo una nuova comunicazione del Garante per la privacy in merito alla geolocalizzazione lavoratori e ai vincoli per la legittimità di questa pratica.

Cos’è la geolocalizzazione lavoratori

Prima di iniziare, vediamo cosa si intende con il termine di geolocalizzazione in riferimento ai lavoratori di un’azienda. Questa locuzione indica la possibilità di individuare in ogni momento l’esatta collocazione nel territorio del lavoratore, tramite un dispositivo installato ad esempio sullo smartphone aziendale o sui veicoli. La geolocalizzazione non è però da intendersi come una forma di controllo a distanza in quanto le sue applicazioni sono molteplici e possono essere utilizzate anche ai fini dello svolgimento dell’attività lavorativa stessa, come avviene ad esempio nel caso in cui sia necessario l’intervento al domicilio di un cliente di una delle unità in movimento.

Geolocalizzazione lavoratori e tutela della privacy

Il Garante per la privacy è intervenuto di nuovo in merito alla geolocalizzazione lavoratori in quanto la possibilità di individuare l’esatta posizione del lavoratore potrebbe configurarsi come una violazione della privacy personale. Tuttavia il garante ha specificato che in alcuni casi questa pratica è del tutto legale e non viola il diritto del lavoratore stesso. In particolare non ci si trova di fronte ad una violazione qualora i termini di utilizzo della localizzazione siano stati concordati con il sindacato dei lavoratori. Il caso più recente è stato quello sollevato a un’azienda che si occupa di assistenza idrica, per la quale identificare la collocazione dei propri dipendenti sul territorio è indispensabile per garantire un servizio di primo intervento in caso di guasti. Nel caso specifico il garante ha richiesto che l’azienda raggiunga un accordo preciso con il sindacato o con l’ispettorato del lavoro, qualora non sia presente una rappresentanza sindacale. Il garante ha però precisato che la raccolta dei dati dovrà avere essere svolta con la priorità di tutela dei dati dei lavoratori, che dovranno essere conservati con modalità diversa a seconda della finalità stessa della conservazione. Ad esempio, in caso di mantenimento dei dati per risalire ad eventuali violazioni del codice della strada, questo tipo di registrazione potrà essere conservata per un massimo di 90 giorni, cioè per il tempo massimo previsto per l’invio della notifica di violazione.

Nelle possibilità di geolocalizzazione non potrà infine essere incluso il monitoraggio del percorso del singolo dipendente ed i dati relativi potranno quindi essere trattati solo in forma aggregata.

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