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Le nuove norme del decreto sicurezza: il reato di imbrattamento

del 16/03/2017

Le nuove norme del decreto sicurezza: il reato di imbrattamento

Scopriamo cosa cambia per quanto riguarda la sicurezza dopo le modifiche apportate all’ex articolo 639 del codice penale dal nuovo decreto sicurezza, per quanto riguarda l’imbrattamento di edifici e di mezzi di trasporto. Ecco le principali modifiche introdotte dal nuovo decreto e le pene previste in caso di condanna.

Decreto sicurezza: chi imbratta deve risarcire

La prima novità riguarda chi imbratta le superfici esterne degli edifici o qualsiasi tipo di mezzo di trasporto, pubblico o privato. Questo tipo di reato era già presente tra le violazioni del codice del penale, ma le nuove norme hanno inasprito le pene che comprendono la reclusione fino a sei mesi per i casi più gravi, oltre a una multa fino a 1.000 euro. Oltre a ciò, l’imbrattatore potrà essere ulteriormente sanzionato con la richiesta del pagamento delle spese necessarie al ripristino del danno causato. È inoltre possibile che chi verrà giudicato colpevole sia chiamato in prima persona a ripulire le superfici o a sostenere direttamente le spese necessarie per la pulizia.

Questo aspetto rappresenta una novità del decreto sicurezza, in quanto il responsabile è chiamato a risarcire direttamente il danno, e non solo quindi a ripagare la collettività con la reclusione o tramite una multa.

Nel caso in cui il colpevole non si opponga alla sentenza, è possibile che la sistemazione dell’area o dei mezzi danneggiati venga sostituita con una prestazione lavorativa non retribuita in un incarico a vantaggio della collettività, i cui dettagli, come la durata, potranno essere decisi dal giudice chiamato a giudicare il reato.

Decreto sicurezza: pene più severe per chi imbratta beni artistici o storici

Oltre a quanto già affermato in precedenza, il nuovo decreto ha previsto una pena maggiore nel caso in cui ad essere imbrattati siano edifici o monumenti di interesse culturale o storico. In questo caso, infatti, la carcerazione varia da un minimo di tre mesi a un massimo di un anno. Anche la sanzione prevista è notevolmente superiore e varia da un minimo di 1.000 ad un massimo di 3.000 euro.

Pena maggiori sono infine previste in caso di recidiva del reato di imbrattamento: in questo caso infatti la reclusione può arrivare fino ai due anni per i casi più gravi e la multa può raggiungere i 10.000 euro, oltre alle spese di ripristino o di pulizia delle superfici danneggiate.

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