Consulenza o Preventivo Gratuito

Rubare è un reato anche in caso di indigenza

del 01/03/2017

Rubare è un reato anche in caso di indigenza

Tra i fatti di cronaca non è nuova la presenza di furti per necessità. Tuttavia il furto, a prescindere dalla motivazione che spinge a compierlo, è un reato. La conferma arriva dalla Corte di Cassazione chiamata a giudicare un caso di furto.

La vicenda: il furto per fame

Una donna è stata fermata mentre, nel punto vendita di una nota catena di supermercati, tentava di sottrarre una quantità di formaggio per un valore pari a circa 80 euro. Scoperta, si è giustificata affermando che stava compiendo un furto per necessità, essendo senza fissa dimora e senza il permesso di soggiorno in Italia. La donna aveva inoltre affermato che il formaggio le sarebbe servito per mantenersi, in quanto avrebbe utilizzato il ricavato della vendita per provvedere ai propri bisogni. La donna è stata in seguito arrestata e condannata per tentato furto aggravato. I giudici della Corte di Cassazione, chiamati a pronunciarsi sul caso, hanno confermato la condanna già inflitta alla donna in precedenza non ritenendo valide le giustificazioni da lei addotte.

L’indigenza non giustifica il furto

Nella sentenza n°6635/2017, la Corte ha affermato che la tesi della donna non è accettabileperché lo stato di povertà non giustifica il furto. Nonostante ci siano dei casi nei quali un furto può essere giustificato, ma devono sussistere contemporaneamente altri elementi come, ad esempio, u pericolo imminente e inevitabile per chi compie il furto o per un’altra persona.

Nel caso specifico giustificato dalla donna come furto di necessità, i giudici hanno affermato che l’esigenza di nutrirsi o provvedere ai bisogni primari non può essere giustificata da un furto, in quanto in caso di necessità le persone indigenti possono rivolgersi a vari enti di assistenza come, tra gli altri, la Caritas.

Tuttavia, esistono precedenti nei quali gli imputati erano stati assolti ma, in un caso, l’entità del furto (pari a circa quattro euro) era stata giudicata come irrisoria. Nel caso specifico invece il furto non può essere giudicato come di “particolare tenuità”, fattore che avrebbe costituito un’attenuante nel caso della donna. L’entità del furto, anche se contenuta, non è stata quindi ritenuta tenue dai giudici.

Oltre all’inconsistenza del furto di necessità, nella vicenda citata pare abbiano influito anche i precedenti: sarebbero più di una decina i furti effettuati dalla donna condannata
vota  
Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c
SULLO STESSO ARGOMENTO
La quantificazione del tasso alcolico

del 19/07/2010

Tribunale di Monza 17-07-2008 Giudice Monocratico Barbara - ART. 186 C.D.S. Poiché oggi la quantific...

Carcere non obbligatorio per la violenza di gruppo

Avv. Cristina Rastelli del 14/02/2012

La III Sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4377/12, ha stabilito che nei procedim...