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Buoni pasto: lecito l’utilizzo per la spesa

del 27/02/2017

Buoni pasto: lecito l’utilizzo per la spesa

La prassi di utilizzare i buoni pasto per il pagamento della spesa è piuttosto diffusa in tutto il paese, ma viola le regole di utilizzo degli stessi. Dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Stato però, le regole di utilizzo dei buoni pasto sono cambiate, scopriamo come nella guida che segue.

Dal pasto alla spesa, ma con alcuni limiti

La funzione per la quale sono stati pensati i buoni pasto è quella di compensare la spesa sostenuta da un lavoratore dipendente o da un collaboratore per consumare il pasto nella pausa di lavoro, soprattutto nel caso in cui non sia presente una mensa aziendale. Il lavoratore, oltre a recarsi in bar e ristoranti convenzionati, può scegliere di acquistare il cibo necessario per il pasto anche in negozi e supermercati. Quest’ultima modalità di fruizione dei ticket ha fatto sì che in molti casi i buoni pasto venissero utilizzati per pagare la spesa generica, anche se molti supermercati e negozi hanno regole stringenti in questo senso.

Le nuove regole sull’uso dei buoni pasto

Per dare una normativa unica alla prassi ormai consolidata, sono state pensate una serie di nuove regole per l’utilizzo, giunte per l’approvazione al Consiglio di Stato. Dopo alcune modifiche al testo inziale, sono state approvate alcune novità, sfociate nel testo relativo al codice degli appalti.

La prima novità in merito all’utilizzo dei buoni pasto riguarda la possibilità di cumulo degli stessi; è infatti possibile utilizzare fino a dieci buoni contemporaneamente, sia nel caso dei buoni cartacei sia di quelli elettronici. Il Consiglio di Stato ha però ribadito la finalità dei buoni pasto come appunto rimborso per il pasto da consumarsi nelle pause di lavoro e pertanto ha stabilito il divieto di utilizzo come se si trattasse di un generico strong>buono spesa.

La seconda novità riguarda la possibilità di non indicare il nominativo del lavoratore sul buono; di conseguenza i buoni potranno essere emessi come anonimi, ma rimane l’obbligo di firma da parte del titolare dei buoni pasto.

Un aspetto della nuova norma concerne invece gli esercizi commerciali che accettano i buoni pasto: verranno introdotte misure per tutelare gli esercenti da rimborsi effettuati in ritardo dalle società emettitrici dei ticket.

Anche se le nuove regole saranno introdotte a breve, nel momento in cui scriviamo il testo potrebbe subire ancora alcuni aggiustamenti sui dettagli di applicazione delle nuove norme che non interesseranno i principi di base appena descritti.

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