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L'arbitro per le controversie finanziarie

del 02/02/2017

L'arbitro per le controversie finanziarie

A partire dallo scorso 9 gennaio ha iniziato ad operare il nuovo arbitro per le controversie finanziarie, una figura istituita presso la Consob a giugno 2016.

Scopriamo di cosa si occupa l’ACF e quali sono le novità in merito a questa figura. 

Chi è l’arbitro per le controversie finanziarie

L’ACF è un sistema previsto dall’Autorità italiana per la vigilanza dei mercati finanziari, al fine di tutelare gli investitori nelle controversie con gli istituti di credito. La sua finalità è quella di risolvere il maggior numero possibile di contenziosi in maniera extragiudiziale e per questo motivo l’adesione da parte degli istituti di credito è obbligatoria, così come decisionali sono i provvedimenti presi dall’arbitro.

L’adesione avviene tramite le associazioni che rappresentano le società di investimento o, in caso di loro assenza, tramite la comunicazione della singola società inviata attraverso il modulo di adesione fornito dalla stessa Consob.

Le controversie di interesse dell’ACF riguardano gli obblighi di informazione, di diligenza, di trasparenza e di correttezza di tutti gli intermediari, nei rapporti con gli investitori.

Pur essendo stata istituita a metà 2016, la figura dell’arbitro per le controversie finanziarie non è stata operativa fino al 2017.

Quando interviene l’arbitro per le controversie finanziarie

L’intervento dell’arbitro può essere richiesto ogni qual volta l’investitore ritenga che siano stati violati i principi che dovrebbero regolare i rapporti di investimento. Sono soggette all’autorità dell’ACF le imprese di investimento italiane, quelle europee con succursale in Italia e le imprese extracomunitarie che operano con gli investitori italiani, patto che siano in possesso di una regolare autorizzazione Consob.

Le controversie di interesse dell’arbitro possono riguardare una cifra inferiore ai 500.000 euro.

La procedura di richiesta di intervento può essere effettuata sia in forma cartacea sia online, anche se la via telematica è quella preferita. Infatti, la possibilità di inoltro cartaceo della domanda è prevista solo per il 2017 e il 2018, mentre successivamente la forma online sarà l’unica possibile.

Una volta ricevuta la domanda, l’arbitro analizza la questione e stabilisce se accogliere in tutto, in parte o rifiutare la richiesta. In caso di accoglimento l’ACF stabilisce quale sarebbero state le regole che avrebbero dovuto regolare i rapporti tra le parti in causa, stabilendo eventualmente anche un risarcimento danni.

È facoltà dell’investitore decidere se accettare il provvedimento proposto dall’arbitro; in alternativa è sempre possibile il ricorso all’autorità giudiziaria.

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