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Lavoro: stop alla mobilità dal 2017

del 27/12/2016

Lavoro: stop alla mobilità dal 2017

Il nuovo anno vedrà decadere la possibilità di fare ricorso all'indennità di mobilità per i lavoratori licenziati. Scopriamo cosa cambia e quali sono le eccezioni previste.

Lo stop all'indennità di mobilità

La cancellazione dell'indennità di mobilità a partire dal 2017 è uno dei provvedimenti previsti dalla riforma del lavoro che porta il nome dell’ex ministra Fornero, approvata nel corso del 2012. Nella riforma era infatti stato deciso che l'indennità prevista per i lavoratori licenziati nelle imprese con più di 50 o più 15 dipendenti (a seconda che si tratti di aziende di tipo commerciale o industriale) non fosse più disponibile.

Tuttavia, vista la presenza di situazioni lavorative per le quali la mobilità continua a rendersi necessaria, l'INPS ha diramato un comunicato nel quale precisa la possibilità di ricorrere alla mobilità anche per date successive al 31 dicembre 2016. Per questi casi è però necessario un intervento diretto delle regioni o delle province autonome competenti per il luogo di lavoro in questione. Infatti saranno gli enti a dover emanare un provvedimento ad hoc per ogni caso specifico. 

La cancellazione della mobilità non riguarda però solo gli eventuali sostegni dal punto di vista finanziario, ma comprende la cancellazione di tutto l'istituto della stessa mobilità. Con il nuovo anno quindi verranno di fatto cancellate anche le liste di mobilità e il ricollocamento dei lavoratori oltre naturalmente all'indennità prevista per questi casi.

Le possibilità della mobilità in deroga

Con la cancellazione della mobilità non scompare però immediatamente la possibilità della mobilità in deroga che, come precisato dall'INPS, potrà essere ancora concessa, ma solo in alcuni casi specifici. Infatti l'INPS ha comunicato che potranno essere accettate solo le richieste di mobilità in deroga pervenute entro il 2016 o anche nel 2017, ma esclusivamente per i casi di necessità per i quali era già stata concessa la mobilità ordinaria nel 2016.

Per quanto concerne invece i casi risalenti a periodi precedenti, come la competenza delle annualità 2014 e 2015, sono scaduti al 30 novembre scorso i termini per la presentazione delle domande da parte delle province autonome e delle regioni. Per questo eventuali richieste inerenti a periodi precedenti il 2016 non potranno più essere prese in considerazione per l'accesso alle misure previste in caso di mobilità ordinaria e straordinaria.

Concludiamo con una curiosità: l'istituto della mobilità scompare dopo un'applicazione durata per 25 anni.

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