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Fisco: il punto sulla riforma degli studi di settore

del 10/11/2016

Fisco: il punto sulla riforma degli studi di settore

Come annunciato più volte il 2017 sarà l'anno del definitivo addio agli studi di settore. Analizziamo quali sono le ultime novità in merito e quali saranno i provvedimenti della riforma.

Studi di settore: stop dal 2017

Il meccanismo degli studi di settore, così come utilizzato fino ad oggi, è stato ritenuto superato. Per questo a partire dal 2017 verranno introdotte delle misure alternative volte ad identificare i contribuenti più fedeli al fisco, con un sistema creato per avvantaggiare coloro che hanno dimostrato di rispettare maggiormente gli obblighi e le scadenze fiscali previste.

I vantaggi per coloro che saranno identificati come appartenenti a questa categoria saranno molteplici: da un lato verranno sottoposti ad un numero inferiore di accertamenti fiscali, mentre dall'altro potrebbero usufruire di tempi ridotti e misure ad hoc per quanto riguarda i rimborsi da parte del fisco.

Il passaggio al nuovo sistema di calcolo della fedeltà contributiva non sarà però immediato, ma vedrà il susseguirsi di fasi graduali che permetteranno il definitivo passaggio alla nuova impostazione nell'arco di alcuni anni.

Come funziona il nuovo sistema alternativo agli studi di settore

Se il nuovo sistema entrerà a regime come ipotizzato fino ad oggi, ad ogni contribuente (professionista o impresa) verrà assegnata una valutazione numerica compresa tra 1 e dieci, dove il numero dieci rappresenta la massima affidabilità. In base al punteggio raggiunto potranno quindi essere individuati sistemi volti a premiare coloro che si sono dimostrati maggiormente fedeli verso il fisco. Secondo le prime ipotesi tra i benefici potrebbe essere presente la riduzione dei periodi possibili per le verifiche fiscali, che sarebbero quindi abbreviati rispetto a quanto previsto dalle leggi in vigore per gli altri contribuenti.

L'abolizione degli studi di settore, se applicata così come annunciato, permetterà di ridurre la quantità di dati che le imprese devono comunicare al fisco, con una semplificazione effettiva delle pratiche da svolgere per le comunicazioni con l'Agenzia delle Entrate. 

Secondo quanto emerso fino ad ora, è possibile che l'eliminazione progressiva riguardi innanzitutto coloro che decideranno di utilizzare la modalità telematica per l'invio dei dati aziendali rilevanti ai fini fiscali. È inoltre possibile che tra le prime categorie ad essere esentate dagli studi di settore siano presenti i professionisti, per i quali l'applicazione della misura negli anni precedenti aveva suscitato numerose problematiche per la grande varietà delle figure professionali diverse coinvolte.

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