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Lavoro: voucher baby sitter anche per le lavoratrici autonome

del 07/11/2016

Lavoro: voucher baby sitter anche per le lavoratrici autonome

La possibilità di usufruire di un bonus relativo al periodo di maternità non riguarda solo le lavoratrici dipendenti, ma anche le professioniste e lavoratrici autonome. Scopriamo come funziona il cosiddetto "voucher baby sitter" e a quali categorie di lavoratrici è stato esteso.

Cos'è il voucher baby sitter

Il cosiddetto voucher baby sitter è un contributo, alternativo al congedo parentale, del quale la lavoratrice può usufruire per un periodo massimo di tre mesi ed ha un valore di 600 euro mensili. Per l'anno 2016 esso deve essere richiesto entro il 31 dicembre, ma in generale questo beneficio è ottenibile entro un anno dalla nascita del figlio. Le domande per accedere al bonus devono essere presentate esclusivamente tramite i canali digitali dell'INPS. Nel caso in cui si desideri utilizzare questo contributo per la retribuzione di una baby sitter, il bonus viene emesso tramite il sistema dei voucher, cioè dei buoni lavoro, alla stregua di quanto già avviene per i pagamenti di tipo occasionale. Nel caso in cui invece si desideri utilizzare il bonus per l'accesso del bambino ad una struttura per l'infanzia, il contributo viene erogato direttamente alla struttura scelta, ed il pagamento avviene tramite bonifico bancario.

La scelta delle due possibilità è alternativa, e la donna ha la facoltà di indicare per quante mensilità intende utilizzare il bonus al posto del congedo parentale.

A chi è destinato il voucher per le lavoratrici autonome e le professioniste

Quanto detto fino ad ora riguarda il funzionamento in generale del voucher per baby sitter o per l'assistenza del neonato. La novità del bonus è però l'inclusione nella platea delle potenziali interessate delle lavoratrici autonome e delle professioniste.

Secondo quanto specificato dal relativo decreto, possono quindi usufruire del bonus le lavoratrici autonome, tra le quali quelle appartenenti alle seguenti categorie: le imprenditrici del settore agricolo, le coltivatrici dirette (anche mezzadre), le artigiane, le titolari di attività commerciali e le pescatrici autonome.

Il bonus potrà essere richiesto anche dalle professioniste che hanno già in parte usufruito del congedo parentale. Anche per le lavoratrici autonome, l'erogazione del bonus non è prevista in automatico ma è funzionale ai fondi residui per questa voce di spesa specifica. Le domande vengono quindi prese in considerazione in ordine di presentazione.

Il bonus, una volta approvata l'erogazione, potrà essere utilizzato entro i successivi sei mesi, pena il decadimento dal beneficio.

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