Consulenza o Preventivo Gratuito

Famiglia: è reato non rispettare gli orari di visita ai figli?

del 03/11/2016

Famiglia: è reato non rispettare gli orari di visita ai figli?

In caso di separazione dei coniugi, costituisce reato non rispettare gli orari di visita ai figli nell'affidamento congiunto? Scopriamo cosa prevede l'ordinamento italiano, alla luce di una recente sentenza in merito.

Separazione con affidamento congiunto: la vicenda

La questione è stata sollevata di recente in un procedimento giudiziario, nel quale l'ex moglie ha chiamato a giudizio il padre dei suoi figli, per i quali il giudice ha stabilito l'affidamento congiunto con convivenza con la madre. Nello specifico la donna ha chiamato in causa l'ex coniuge per il mancato rispetto degli orari di visita concordati per i figli, ritenendo che questo comportamento violasse il provvedimento stabilito dal giudice. In fase di separazione era stato infatti stabilito che i figli vivessero con la madre, ma con il diritto di vedere il padre in giorni prestabiliti e compatibilmente con gli impegni scolastici. Era stato quindi raggiunto un accordo che prevede la visita del padre nella fascia oraria compresa tra le 18 e le 21.

In due occasioni, l'uomo aveva rispettivamente ritardato l'orario di rientro dei figli e anticipato l'inizio della visita, episodi che secondo l'ex moglie non rispettavano le decisioni del giudice prese in fase di separazione, nonostante fossero state motivate dall'uomo.

Non è reato non rispettare gli orari di visita

Il caso specifico è stato affrontato dal Tribunale di Ascoli Piceno, che con la sentenza n°641/2016 ha stabilito che il comportamento dell'uomo non costituisce reato. In particolare l'uomo non avrebbe violato le prescrizioni del giudice con l'intenzione di contrastarle, ma avrebbe commesso solo un errore nell'applicazione delle prescrizioni in merito al diritto di visita ai figli. In particolare il giudice ha riconosciuto che il mancato rispetto delle fasce orarie di visita concordata non costituisce un reato, ma al massimo una violazione della buona prassi stabilita, che per questo motivo non può essere sanzionabile.

Ne consegue che la flessibilità applicata agli orari di visita dei figli non costituisce un reato, in quanto non viola la decisione presa dal giudice sul diritto alla visita.

Nonostante si tratti di un caso specifico, la decisione del giudice potrebbe costituire un precedente per altri processi analoghi.

Tuttavia, per evitare di incorrere in un procedimento di natura penale, è buona prassi rispettare gli orari di visita decisi dal giudice, concordando con l'ex coniuge, nel limite del possibile, eventuali modifiche degli orari stessi, sia dovute a causa di volontà sia per motivi di forza maggiore.

vota  

COMMENTI

Cecilia Faina

17/11/2018 09:32:36

Si, però scusate, la madre può sempre dare il figlio quando vuole all'ex marito, ma se per caso l'ex marito chiede civilmente per motivi suoi lavorativi di spostare il giorno, l'ex moglie si dirige subito dal suo legale e fa scrivere una lettera e poi si stupiscono certe donne se sono lasciate per altre o se per caso il padre non si fa più vedere, e questo solo per non avere più rapporti con la ex. So che i figli non hanno colpe e ne vanno di mezzo, però anche certe madri che si diano una calmata... detto da una donna .

Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati
SULLO STESSO ARGOMENTO
Separazione dei coniugi: il diritto di visita dei nonni

del 08/07/2010

Una delle innovazioni più importanti dell’ultima riforma del diritto di famiglia è rappresentata da...

Corrispondenza riservata

del 19/07/2010

Tribunale di Monza - Giudice Monocratico Pastore - 07/10/09 - ART. 616 C.P. Non è rilevante penalm...

Le crisi coniugali nelle unioni di lunga durata

del 23/07/2010

Da ricerche Istat presso le cancellerie dei 165 tribunali civili italiani, su 1000 matrimoni 286 fin...