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Fisco: chiarimenti sul nuovo ravvedimento operoso

del 18/10/2016

Fisco: chiarimenti sul nuovo ravvedimento operoso

L'Agenzia delle Entrate ha emesso di recente un nuovo chiarimento in merito alla disciplina del ravvedimento operoso. Scopriamo i chiarimenti utili ai contribuenti che desiderano mettersi in regola con i pagamenti tramite il ravvedimento operoso.

Nuovo ravvedimento operoso: come funziona?

Il ravvedimento operoso è una possibilità data a coloro che non sono in regola con il pagamento di quanto dovuto all'Agenzia delle Entrate, che consente di regolarizzare la propria posizione tramite il pagamento di una sanzione ridotta rispetto quanto avverrebbe nel caso fosse l'Agenzia a sollecitare il pagamento.

Tuttavia questa possibilità suscita sempre diversi quesiti, come dimostrato dalla recente circolare dell'Agenzia che prova a fare luce su alcuni aspetti specifici. Vediamoli.

Ravvedimento operoso: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

In merito al ravvedimento operoso, l'Agenzia delle Entrate ha specificato in particolare cosa accade nel caso in cui il contribuente si renda conto di aver commesso un errore nei pagamenti o nelle dichiarazioni e il pagamento avvenga entro 90 giorni.

Nel caso specifico se l'errore riguarda un aspetto che può essere verificato durante un controllo formale o automatizzato, viene applicata una sanzione pari al 30%, cioè uguale a quella per omesso versamento. In questo caso, proprio per il ravvedimento operoso, viene applicata una riduzione funzionale al numero dei giorni trascorsi (che aumenta quindi all'avvicinarsi alla soglia limite dei 90 giorni).

Nel caso in cui l'errore riguardi invece aspetti non rilevabili in sede di controllo formale o automatico, la sanzione prevista è quella relativa all'omesso versamento, che in caso di ravvedimento operoso è ridotta ad 1/9 di 250 euro ed è pari quindi a 27,78 euro. A questa cifra si aggiunge, come per il caso precedente, la sanzione che viene commisurata in base al tempo trascorso dal mancato versamento.

Nel caso in cui la regolarizzazione avvenga trascorsi i 90 giorni dalla data prevista per il pagamento o per la presentazione, la sanzione non cambia rispetto al caso precedente nel caso di errori rilevabili dai controlli automatizzati; diversa sarà invece la cifra dovuta in seguito a ravvedimento, che come nel caso precedente è funzionale al numero di giorni trascorsi dalla data prevista di versamento.

Infine nel caso specifico di errori non rilevabili in sede di controllo, l'Agenzia ha specificato che la sanzione prevista è pari al 90% della maggiore imposta dovuta. Anche in questo caso però l'adozione del ravvedimento operoso prevede una riduzione, ancora una volta proporzionale al numero di giorni trascorsi dalla data iniziale prevista per il pagamento.

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