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Equitalia: dilazione dei pagamenti delle somme iscritte a ruolo

del 01/02/2012

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Equitalia: dilazione dei pagamenti delle somme iscritte a ruolo
In presenza di cartelle di pagamento per somme iscritte a ruolo, dopo le opportune verifiche che la situazione debitoria sia reale e corretta - diversamente si può procedere con la richiesta di sospensione della riscossione - in caso di impossibilità di far fronte a quanto richiesto dall’agente della riscossione e prima della scadenza dei termini, è possibile richiedere appunto all’agente della riscossione (Equitalia) una rateazione del dovuto.
Su richiesta quindi del contribuente, l’agente della riscossione può concedere la dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo fino a un massimo di 72 rate mensili (cioè per 6 anni) nella ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà con un minimo di rata mensile di 100 euro e naturalmente con il calcolo degli interessi sulla durata della rateazione.
La concessione del beneficio è differenziata sia a seconda dell’importo del debito sia a seconda che la richiesta sia effettuata da persona fisica o da società.
Per debiti fino a euro 5.000 è sufficiente presentare una motivata richiesta, sia per le persone fisiche che per le ditte individuali e per le società.
Per debiti superiori a euro 5.000 la situazione di difficoltà economica è esaminata sulla base dell’importo del debito e di documenti atti a rappresentare la situazione economica finanziaria del richiedente. Nel caso di persone fisiche e ditte individuali la situazione di difficoltà potrà essere dimostrata con la presentazione del modello ISEE; per le società sarà necessario presentare una situazione economica patrimoniale aggiornata da cui risulti l’indice di liquidità e indice Alfa, visura camerale e copia dell’ultimo bilancio depositato al registro delle imprese.
E veniamo al decreto legge n. 225/2010 convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2011 n. 10, che prevedeva la possibilità, nei casi di comprovato peggioramento della situazione di obiettiva difficoltà del contribuente, di accordare una proroga di massimo 6 anni, quindi altre 72 rate, alle rateazioni già concesse entro il 27 febbraio 2011, anche nel caso di intervenuta decadenza .
Decadenza: il mancato tempestivo pagamento della prima rata determinava la decadenza dal beneficio della rateazione del ruolo concesso e la perdita degli ulteriori vantaggi fra i quali il venir meno delle qualifica di soggetto inadempiente ai sensi dell’articolo 48–bis del decreto del Presidente della Repubblica 602/73. Il ritardato pagamento della successiva rata alla prima comportava solo la necessità di corrispondere ulteriori interessi moratori in aggiunta, oltre che l’aggio della riscossione. Il mancato pagamento di due rate successive alla prima, anche non consecutive, nuovamente produceva la decadenza dei benefici legati alla rateazione.
Ritornando alla possibilità prevista dal decreto legge 225/2010, il presupposto vincolante è la dimostrazione del peggioramento della situazione di difficoltà esistente alla data della prima domanda di rateazione.
La proroga può essere richiesta una sola volta appunto per un massimo di 72 mesi e può prevedere, su richiesta del contribuente, rate di importo variabile e crescente per ogni anno, anziché rate costanti come avviene ordinariamente la rateazione. La modalità di presentazione della domanda di ulteriore proroga osserva le stesse modalità sopra riportate con la distinzione dei valore oggetto di proroga e tipologia di contribuente, naturalmente dovendo provare ed attestare con la documentazione che la situazione economico-finanziaria è peggiorata rispetto alla prima domanda di rateazione. Nella vigenza del decreto mille proroghe (decreto legge 225/2010) la normativa prevedeva diversi effetti nel caso di presentazione di istanza prima o dopo il 30 giugno 2011, detta istanza tempestiva o tardiva è oggi del tutto superata dal decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214 articolo 10 commi 13-bis e 13-ter che integra l’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 602/1973.
In particolare viene disposto che in caso di comprovato peggioramento della situazione di temporanea obiettiva difficoltà finanziaria del contribuente, la dilazione del pagamento concessa ai sensi del comma 1 del citato articolo 19 può essere prorogata una sola volta per un ulteriore periodo e fino a settantadue mesi, a condizione che non sia intervenuta decadenza.
Possono beneficiare di tale ulteriore dilazione anche i soggetti che avendo in corso pagamento rateale al 28.12.2011 non hanno versato la prima o, successivamente, 2 rate degli importi dovuti e non hanno ancora fruito dell'analoga dilazione prevista dal cosiddetto "decreto mille proroghe" (articolo 2 comma 20 del decreto legge n. 225/2010).

Rag. Romana Romoli
Studio Romoli Romana
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COMMENTI

mauro todisco

23/10/2017 20:52:28

Perchè non si valuti un eventuale condono mirato a tutti isoggetti attivi e passivi, con il sostegno di una cassa unica dello Stato che potrà attingere dai soldi che deve restituire a tali soggetti sopraindicati e azzerare importi minimi che i contribuenti devono restituire. Penso che questo sia un sacrificio sostenibile per lo Stato e per tutte quelle persone che stanno pagando per colpe non attribuibili a loro. (es. perdita dell'occupazione, dispersione di fondi pubblici, altissima spesa per la politica e agevolazioni varie non dovute). Ciò significa rispettare la Costituzione. GRAZIE.

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