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Inps: no all'obbligo di reperibilità per le terapie salvavita

del 14/06/2016

Inps: no all'obbligo di reperibilità per le terapie salvavita

Come si conciliano l'obbligo di rispetto degli orari di reperibilità durante una malattia e la necessità di seguire delle cure cosiddette salvavita? Scopriamo cosa è cambiato per le visite fiscali ai lavoratori in malattia dopo la diffusione della circolare INPS 95/2016.

Visite fiscali e cure salvavita: due necessità non sempre compatibili

Fino a pochissimi giorni fa, il lavoratore assente dal lavoro per malattia poteva ricevere durante il periodo di assenza una o più visite fiscali volta ad accertare l'effettivo stato di salute, a prescindere dalla tipologia di patologia. Nulla è cambiato per quanto riguardo la possibilità della visita e la conseguente necessità di comunicazione del domicilio e di reperibilità del lavoratore; ciò che è cambiato però è la possibilità di non essere reperibile durante le fasce orarie prefissate per coloro che devono sottoporsi a cure salvavita fuori casa.

INPS: decade l'obbligo di reperibilità per le patologie gravi

La questione è stata trattata in una recente circolare dell'INPS, che recependo quanto contenuto in materia nel Jobs Act, ha precisato che in caso di patologie che richiedano il ricorso a cure salvavita, decadono gli obblighi di rispetto degli orari di reperibilità per il lavoratore. Ciò non significa però che nel caso di questo tipo di malattie sia impossibile effettuare una visita fiscale, che potrà quindi essere svolta tenendo però conto delle necessità di cura del lavoratore.

Nella circolare citata l'INPS ha precisato inoltre per quali patologie sia possibile allontanarsi da casa. L'elenco è molto lungo (per il dettaglio è consigliato fare riferimento al sito dell'ente previdenziale) ma comprende in generale le patologie per le quali è impossibile seguire le cure presso la propria abitazione, come ad esempio nel caso dei trapianti recenti o degli infarti di organo. Condizione necessaria per poter usufruire dell'esenzione dalla visita fiscale negli orari prefissati è che la patologia si riconosciuta come grave, ma che richieda inoltre cure non eseguibili a domicilio. Da ciò ne consegue che il beneficio cade per i lavoratori affetti da patologie anche gravi ma che non richiedono di seguire terapie salvavita in strutture esterne.

L'INPS ha precisato infine che questa disposizione potrà essere applicata nell'immediato ma solo ai lavoratori del settore privato con un contratto di subordinazione, mentre sono esclusi in tutti i casi i lavoratori del settore pubblico e i lavoratori privati con contratti di tipo diverso, come ad esempio le collaborazioni non continuative.

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