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Acquisto di un bene viziato: come si tutela il consumatore?

del 09/05/2016

Acquisto di un bene viziato: come si tutela il consumatore?

Qualora si acquisti un bene viziato, quali sono le garanzie a tutela dell’acquirente? Il Decr. Lgs. n. 206 del 06.09.2005 disciplina la “Garanzia nella vendita dei beni di consumo” allo scopo di tutelare i diritti dei consumatori.

Tale normativa (artt. 128 e ss.) stabilisce che il consumatore, se si tratta di bene nuovo, deve denunciare il difetto di conformità entro due mesi dalla scoperta e la garanzia opera a favore dell’acquirente per ventiquattro mesi dalla consegna del bene, più precisamente 26 mesi: i due mesi aggiuntivi servono per poter denunciare i difetti verificatisi al termine del biennio.   Il compratore, però, è esonerato dall’onere di denuncia nel caso in cui ai sensi del 2° co., dell’art. 132 Codice Consumo il venditore abbia occultato il difetto o riconosciuto la sua esistenza. Secondo la sentenza della Cass. civile n. 4968/2014: “Il mero riconoscimento, manifestato in qualsivoglia forma, anche tacita, cioè con comportamenti incompatibili con l'intenzione di contestare la pretesa avversaria, che il venditore faccia del vizio o del difetto di qualità della cosa - diversamente dal caso di riconoscimento della propria responsabilità in ordine al vizio o alla mancanza di qualità - non richiede la sua ammissione di responsabilità e rende superflua la denunzia del compratore”.

A ciò si aggiunge che se il difetto si manifesta entro 6 mesi dalla consegna questo si presume esistente ab origine nel bene, e tale presunzione libera il consumatore dall’onere di provare che il bene era difforme sin dalla consegna. Cosa accade se il difetto di conformità insorge dopo sei mesi dall’acquisto? Secondo le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, il consumatore/acquirente dovrà eccepire solamente l’inadempimento mentre incomberà sul venditore dimostrare d’aver correttamente adempiuto alla sua prestazione. Per i beni usati il difetto dovrà essere sempre denunciato nel termine di due mesi dalla scoperta ma entro un anno dalla consegna del bene.

Per poter beneficiare di tali disposizioni, sarà necessario rivestire la qualifica predeterminata di consumatore che ai sensi dell’art. 3 lett. a) Codice Consumo deve corrispondere alla persona fisica che agisce per scopi estranei ad un’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.

Ovvero “La qualifica di consumatore di cui all'art 3 del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 - rilevante ai fini della identificazione del soggetto legittimato ad avvalersi della tutela di cui all'art. 33 del citato d.lgs. - spetta alle sole persone fisiche allorché concludano un contratto per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente esercitata, dovendosi, invece, considerare professionista il soggetto che stipuli il contratto nell'esercizio di una siffatta attività o per uno scopo a questa connesso… " (Cass. Civ. sent. n. 5705/2014). L’art. 128 del Codice Consumo definisce i beni di consumo come “qualsiasi bene mobile, anche da assemblare”.

Cosa potrà chiedere il consumatore di fronte all’acquisto di un bene viziato? Innanzitutto “Il difetto del prodotto non si identifica con la mancanza di una assoluta certezza o di una oggettiva innocuità dello stesso, ma con la mancanza dei requisiti di sicurezza generalmente richiesti dall'utenza in relazione alle circostanze specificatamente indicati dall'art. 5 del Codice del Consumo o ad altri elementi in concreto valutati dal Giudice di merito, nell'ambito dei quali, ovviamente, possono e debbono farsi rientrare gli standards di sicurezza eventualmente imposti dalle norme in materia” (Trib. Teramo sent. 20.04.2015 n. 592).

Laddove il bene risulterà affetto da un difetto di conformità, così come stabilisce l’art. 130 Codice Consumo, di fronte a un bene viziato il consumatore avrà il diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, ovvero a una riduzione adeguata del prezzo.

Potrà invece chiedere la risoluzione del contratto se:

-  La riparazione o la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose;

-  Il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione entro congruo termine;

-  La riparazione o sostituzione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore.

Si precisa, a tal punto, come la riparazione o la sostituzione dovrà avvenire entro un congruo termine dalla richiesta, senza arrecare notevoli inconvenienti al consumatore.

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