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Le novità in tema di sicurezza dei prodotti

del 08/07/2010

Le novità in tema di sicurezza dei prodotti

La direttiva 2001/95/CE, anche nota come “General Product Safety Directive” o “GPSD”, è stata recepita in Italia con il decreto legislativo del 21 maggio 2004, n. 172, successivamente abrogato e sostituito dal Codice del Consumo (d.lgs 206/2005), il quale oggi ne riporta le norme negli articoli 102-113. Lo scopo della direttiva era quello di istituire una “cultura” della sicurezza dei prodotti tra gli operatori economici e le autorità dei singoli Stati membri, con l’obiettivo dichiarato di far immettere all’interno del mercato comunitario e far circolare liberamente solo prodotti sicuri.

La direttiva ha istituito un sistema di scambio rapido di informazioni a livello comunitario, il cosiddetto RAPEX. Il sistema consente alle autorità dei singoli Stati membri di fornire informazioni sui prodotti che presentano un rischio grave per la sicurezza dei cittadini e sulle misure adottate, sia volontariamente dalle imprese che imposte dalle autorità. Inoltre il RAPEX è uno strumento di informazione per condividere i risultati dei provvedimenti adottati.
Gli operatori economici, quindi i produttori, gli importatori e i distributori, sono tenuti a immettere sul mercato solo prodotti sicuri e conformi alle norme vigenti negli Stati nei quali i prodotti vengono commercializzati. Tali norme possono essere contenute, a seconda del prodotto coinvolto, in direttive di applicazione generale recepite negli Stati membri come la GPSD e in provvedimenti di natura speciale contenenti requisiti tecnici e di sicurezza che regolano i diversi settori di produzione (ad esempio: giocattoli, auto, cosmetica etc). Occorre ricordare che la GPSD esclude dal proprio ambito di applicazione i prodotti alimentari e il settore farmaceutico, che hanno una propria regolamentazione separata.

Le aziende sono tenute a notificare alle autorità le azioni prese per la tutela dei consumatori qualora prodotti non sicuri siamo immessi o distribuiti sul mercato.


Tipicamente le azioni consistono in:
i) nel richiamo dei prodotti dal mercato, quindi anche presso i consumatori, per la sostituzione o il rimborso;
ii) nel ritiro dei prodotti presso la catena distributiva;
iii) nella conformazione dei prodotti presso i clienti o presenti nella catena distributiva;
iv) nell’integrazione di informazioni da fornire al consumatore. Di tali azioni viene spesso dato ampio risalto sui mezzi di informazione.

Il sistema delineato dalla GPSD, a circa 9 anni dalla sua approvazione in sede comunitaria e a 6 anni dalla sua adozione in Italia, ha dimostrato di funzionare. Tuttavia, recenti provvedimenti della Commissione Europea in materia di sicurezza, emessi ai sensi dell’Art. 13 della GPSD, hanno messo in evidenza che il sistema di vigilanza deve essere adeguato alle nuove esigenze del mercato. Con alcune decisioni, infatti, la Commissione ha dovuto affrontare specifiche questioni relative alla sicurezza dei consumatori per prodotti che presentavano rischi gravi per la salute non coperti dalla normativa vigente negli Stati membri. Si ricorda la decisione N. 2006/502/CE sugli accendini (prorogata dalla Decisione 2009/298/CE), la N. 2008/264/CE sui requisiti di sicurezza antincendio delle sigarette, la N. 2009/251/CE per il divieto di immissione o messa a disposizione sul mercato di prodotti contenenti il biocida dimetilfumarato (DMF) e la decisione N. 2009/490/CE relativa ai requisiti di sicurezza per i lettori di musica personali, solo per citarne alcune.

Nel corso del 2008 la Commissione e il Parlamento Europeo hanno approvato e introdotto il nuovo quadro legislativo comunitario per la commercializzazione dei prodotti. In particolare, sono stati approvati il regolamento N. 765/2008/CE in materia di accreditamento e vigilanza del mercato e la decisione N. 768/2008/CE relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti.
In questo mutevole contesto legislativo, la Commissione ha avviato il procedimento per la revisione della GPSD, tenendo in considerazione sia la necessità di rafforzare e migliorare il sistema, sia il nuovo quadro legislativo comunitario.

La revisione della GPSD si fonda su quattro principi fondamentali:
1) standardizzazione delle procedure;
2) armonizzazione della valutazione sulla sicurezza dei prodotti;
3) rafforzamento della sorveglianza del mercato
4) allineamento con le norme sulla libera circolazione delle merci.

La revisione è in fase di consultazione pubblica fino al 30 luglio 2010. Durante questo periodo tutti i soggetti interessati possono partecipare alla consultazione per esprimere commenti e fornire informazioni sulla applicazione della direttiva. Questa fase dovrebbe essere considerata dalla imprese come una opportunità per contribuire alla revisione del sistema tenendo anche conto delle specifiche esigenze degli operatori del settore.

Gabriele Pignatti Morano, avvocato in Milano
Studio Legale Eversheds Bianchini

10/07/2010

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