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Voucher buoni lavoro: vantaggi e svantaggi

del 25/02/2016

Voucher buoni lavoro: vantaggi e svantaggi

Il Jobs Act (Legge numero 183 del 2014) ha portato novità anche per quanto riguarda il sistema dei voucher lavoro INPS introducendo modifiche estensive in termini di tetti e modalità di utilizzo e gestione dei buoni lavoro più semplici, dalla comunicazione telematica preventiva all’utilizzo dei buoni lavoro alle operazioni di acquisto e incasso al monitoraggio complessivo delle procedure. È stata ridefinita la natura giuridica delle prestazioni non più definite di natura “meramente occasionale” nonché intervenendo sui limiti economici per i compensi erogati a seguito delle prestazioni di lavoro accessorio per singolo prestatore.

Il voucher, o più precisamente buono lavoro, è uno strumento ideato originariamente per pagare prestazioni lavorative occasionali, come servizi domestici o attività agricole, con l’intento di favorire l’emersione dal lavoro nero. Ogni tagliando vale 10€: 7,50 € finiscono netti in tasca al lavoratore, mentre il 13% del buono corrisponde ai contributi INPS, il 7% va all’INAIL e il restante 5% serve per pagare l’istituto di previdenza per la gestione del servizio.

Il totale massimo che è possibile retribuire con i vouchers ammonta a 7.000€ (netti per il lavoratore) nel corso di un anno solare (annualmente rivalutati), con riferimento a tutti i datori di lavoro. Il limite che si può ricevere da ogni singolo committente, se impresa commerciale o professionista, è di 2.000€ netti. Il limite di compensi per i soggetti percettori di indennità di mobilità o cassa integrazione nel 2016 è pari a 3.000€.

Il voucher non dà diritto alle prestazioni a sostegno del reddito dell'INPS: disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari ecc.

Si tratta di tagliandi ideati con l’intento di favorire l’emersione di mansioni tipicamente legate al lavoro nero, e in parte hanno raggiunto questo scopo come aiutare la crescita dell’occupazione. Con la differenza, però, che negli altri Paesi €pei i voucher sono rimasti relegati nell’ambito dei lavori domestici, dell’assistenza ai bambini, del giardinaggio. In Italia, invece, il campo di applicazione è stato allargato a qualsiasi tipo di attività e committente.

Un’altra differenza rispetto agli altri modelli €pei riguarda il livello di precarietà del lavoro. In questo senso, l’esempio più virtuoso è quello del Belgio. Qui, il lavoratore deve necessariamente essere dipendente di una società di servizi autorizzata: la legge prevede che, nel giro di un periodo da tre a sei mesi, il suo contratto passi a tempo indeterminato. In Germania, i “mini jobs” sono riservati ai secondi lavori, mentre in Italia i vouchers rischiano di diventare l’unica forma di lavoro per tutti, inoltre il rischio elusione è molto alto in quanto la procedura non richiede la puntuale indicazione del giorno e dell’orario della effettiva prestazione bensì un arco temporale all’interno del quale verrà utilizzato il voucher per il lavoratore interessato.

Non mancano certo gli aspetti positivi nell’utilizzo dei vouchers, quali la procedura che è stata resa snella e semplice, gestibile telematicamente senza troppe conoscenze informatiche. Risultano piuttosto semplici anche l’acquisto e l’incasso dei voucher, operazioni possibili presso i tabaccai. Positiva anche la tracciabilità delle prestazioni sul sito INPS per ogni lavoratore che consente di monitorare e verificare il totale delle prestazione ed evitare sforamenti.

I vouchers possono essere acquistati anche presso le banche PEA (Punti di Emissione Autorizzati) che possono emettere i voucher per il lavoro accessorio.  Si evidenzia che i buoni lavoro emessi dalle banche abilitate sono pagabili e rimborsabili esclusivamente all'interno del medesimo circuito bancario.

Per l'acquisto, il datore di lavoro, come presso i tabaccai, deve presentare presso lo sportello bancario il proprio codice fiscale, mediante Tessera Sanitaria definitiva o tesserino del codice fiscale rilasciato dall'Agenzia delle Entrate o la carta d’identità elettronica. Per l'acquisto, indipendentemente dal numero di voucher, è dovuta alla banca una commissione di 1€. È possibile acquistare in una sola operazione fino a 5.000€ di buoni lavoro.

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