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Whistleblowing: la legge che tutela chi denuncia illeciti compiuti in azienda

del 22/01/2016

Whistleblowing: la legge che tutela chi denuncia illeciti compiuti in azienda

Funzionerà la nuova legge che premia la “soffiata” dei cittadini contro la corruzione dei colleghi di lavoro? Funzionerà in un Paese come l’Italia, dove gli automobilisti, quando s’incrociano, si “fanno i fari” per segnalarsi reciprocamente, in una mutua solidarietà anti-governativa, che oltre il dosso o la curva c’è una volante della polizia stradale?

È la domanda alla quale risponderanno i fatti dopo che ieri la Camera ha approvato con 281 sì, 71 no e 18 astenuti la legge, ora al Senato, che recepisce in Italia la direttiva europea sul whistleblowing, ovvero il diritto di denunciare la corruzione o comunque gli illeciti compiuti dai colleghi di lavoro, sia nel pubblico sia nel privato, ottenendo per questo una tutela ad hoc contro eventuali ritorsioni dell’azienda o del capufficio, una sorta di “protezione”, anche se per la denuncia non si avrà diritto a un vero e proprio premio, come originariamente si ipotizzava.

Si tratta di un costume moderatamente praticato nei Paesi anglosassoni, sicuramente contraddistinti da un senso civico di tipo e forza diversi e forse maggiori che da noi. Letteralmente, whistleblowing significa usare il fischietto, come fa un arbitro, per segnalare e interrompere un’azione fallosa. La pratica è stata già introdotta spontaneamente, e quindi con minor vigore legale, in molti uffici pubblici, a cominciare dall'Agenzia delle Entrate ma anche, per esempio, al Comune di Seregno. E soprattutto da un provvedimento della Banca d’Italia, che introduce negli istituti di credito "i sistemi interni di segnalazione delle violazioni".

In effetti, in banca – e forse la crisi di questi giorni spiega bene il perché – la normativa è già stata applicata varie volte, anche perché gli istituti che non adottano lo speciale software creato per agevolare le denunce rischiano sanzioni fino a 5 milioni di euro: ad oggi ben 60 mila dipendenti delle banche del Paese (un quinto del totale) hanno la possibilità di utilizzare questo software. Che gli garantisce la massima riservatezza.

Però… c’è il solito però all’italiana. Mentre, in pura tradizione western (cos’erano le “taglie” sulla cattura dei delinquenti a piede libero se non premi alla collaborazione dei privati cittadini con gli sceriffi?), nei Paesi anglosassoni e in particolare negli Usa le “soffiate” sono pagate con importi di denaro tra il 10 e il 30% del valore recuperato bloccando o punendo l’illecito denunciato, mentre in Italia non ci saranno premi. Peraltro, negli Stati Uniti la pratica è stata introdotta addirittura nel 1778…

Ma cosa prevede la legge approvata ieri? Prevede che il lavoratore dipendente che, in buona fede, segnali ai responsabili anticorruzione, all’Anac o ai magistrati ordinari e contabili illeciti che abbia conosciuto in seguito al rapporto di lavoro che ha, non potrà essere per questo punito dall’azienda in cui opera, né sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altre ritorsioni.

L’Anac applicherà al responsabile di eventuali atti discriminatori una sanzione pecuniaria amministrativa fino a 30mila euro. Purché naturalmente – e qui sarà dura dirimere le sicure controversie – il denunciante risulti “in buona fede”, cioè aver fatto una segnalazione circostanziata con la ragionevole convinzione, fondata su fatti o documenti, che la condotta illecita si sia verificata.

Il delatore potrà restare anonimo, ma solo per la sua azienda, non per le autorità cui denuncerà gli asseriti illeciti, e comunque se l’illecito avrà rilevanza penale, durante il normale processo a carico dei colpevoli l’identità del denunciante dovrà essere rivelata.

Infine, una clausola anti-calunnie. Ogni tutela a favore del denunciante salta, ovviamente, nel caso in cui il segnalante venga denunciato per calunnia e venga condannato in sede penale: ovvio, appunto, perché una condanna dimostrerebbe l’infondatezza della segnalazione stessa.

Insomma: sarà curioso vedere se una simile legge, già ostica alla cultura tradizionale del nostro Paese e priva di veri incentivi attecchirà o se invece resterà lettera molta come tante altre leggi di prevenzione.

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