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Crisi da sovraindebitamento: c'è una soluzione

del 19/01/2016

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Gli accordi di composizione della crisi da sovraindebitamento sono uno dei tre procedimenti introdotti (con la L. 3/12) nell'ordinamento in aiuto a soggetti in difficoltà economica e finanziaria.

Si tratta di uno strumento che può avere un'applicazione molto ampia, in quanto rivolto alle aziende non fallibili (con ricavi inferiori a 200.000 euro negli ultimi 3 anni, attivo inferiore a 300.000 euro negli ultimi 3 anni, debiti inferiori a 500.000 euro), ma anche ai lavoratori autonomi, agli imprenditori agricoli, alle start up innovative, agli enti non commerciali; in precedenza, costoro, in caso di crisi, potevano solo effettuare trattative singole con i diversi creditori, rimanendo per il resto esposti a pignoramenti di immobili, di conti correnti, di stipendi, senza poter chiudere complessivamente l'intera situazione debitoria. Il rischio di “aggressione” da parte dei creditori poteva poi proseguire anche su beni e entrate future, senza alcun limite salvo la prescrizione.

Gli accordi di composizione della crisi invece, consentono di prendere in esame tutti i debiti, offrendo in pratica quanto si riesce a pagare, con la massima libertà nei tempi e nelle modalità, magari dividendo i creditori in categorie omogenee, e ciò non solo allo scopo di comporre il sovraindebitamento, ma anche allo scopo di continuare l'attività di impresa.

Ovviamente vi sono alcuni limiti; uno dei più rilevanti è dato dal fatto che il creditore che gode di una garanzia (per esempio un'ipoteca iscritta su un immobile) non può essere pagato meno di quanto prenderebbe vendendo all'asta il bene su cui insiste il diritto di prelazione; inoltre debiti per Iva e ritenute d'acconto (il capitale, non interessi e sanzioni) possono solo essere dilazionati e non stralciati.

Ma a parte questo, il soggetto in difficoltà può effettuare una proposta che preveda sia una riduzione che una dilazione dei propri debiti, con modalità di pagamento che però devono essere realistiche ed attestate da un apposito organismo di composizione della crisi.

Questo piano dovrà poi essere approvato dai creditori con una maggioranza del 60% a valore (il silenzio vale assenso). Una volta omologato, l'accordo è obbligatorio per tutti creditori, che dovranno pertanto accontentarsi delle somme offerte, alle scadenze indicate, senza poter pretendere altro.

Come evidente l'accordo di composizione della crisi può esser un mezzo potente per chiudere definitamente con i debiti passati.

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