Consulenza o Preventivo Gratuito

Accordi di ristrutturazione dei debiti per superare la crisi

del 11/01/2016

Contatta | Studio Legale Paci & Partners
Via Santa Sofia,6 Milano 20122 Milano (MI)

Uscire dalla crisi d'impresa è possibile anche in tempi travagliati come quelli attuali. Uno strumento molto utile è l'Accordo di Ristrutturazione dei Debiti, previsto dall'art. 182 bis Legge Fallimentare. Di che cosa si tratta?L'imprenditore in crisi elabora un piano che prevede il pagamento dei debiti in modo dilazionato e di solito in modo ridotto, magari dividendo i creditori in gruppi omogenei, per esempio banche, fornitori, dipendenti, o altro; la legge non pone particolari limiti alle condizioni che possono essere offerte, inoltre le diverse categorie (o addirittura i singoli creditori) possono ricevere un trattamento differenziato. Elaborata la proposta, la stessa deve essere accettata da almeno il 60% dei creditori, mentre coloro che non accettano dovranno essere pagati per intero entro centoventi giorni. Un professionista terzo deve poi attestare la veridicità dei dati aziendali e l'attuabilità dell'accordo, con riferimento in particolare alla sua idoneità ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei all'accordo.

A questo punto l'imprenditore può chiedere al tribunale l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti; l'accordo viene pubblicato nel registro delle imprese, acquistando così efficacia; da quel momento per sessanta giorni i creditori non possono iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive, né iscrivere ipoteche. Infine il tribunale, decise eventuali opposizioni, omologa l'accordo, che è vincolante per tutti coloro che vi hanno aderito; i non aderenti dovranno invece essere pagati entro il termine di centoventi giorni. L'accordo di ristrutturazione, come si vede, non si basa sul principio della maggioranza, visto che i creditori dissenzienti devono essere pagati per intero, al contrario del concordato preventivo (altro procedimento per affrontare la crisi d'impresa), nel quale la proposta vale per tutti i creditori purché approvata da oltre il 50%.

Tuttavia, l'art. 182 bis LF offre uno strumento molto versatile, dal contenuto che può articolarsi in base alle concrete possibilità dell'imprenditore che comunque opportunamente dovrà tener conto di eventuali crediti privilegiati, calibrando l'offerta in modo differenziato, e ciò per aumentare le possibilità di accoglimento. Inoltre vi è il vantaggio costituito da un ruolo più marginale del tribunale, che interviene solo “a giochi già fatti”, ossia una volta raggiunto l'accordo con i creditori; dunque una funzione meno invasiva che non può che piacere a molti imprenditori, i quali invece temono il controllo più penetrante tipico del concordato preventivo. Data la diversa posizione dell'ufficio giudiziario, anche i costi di procedura per l'imprenditore sono inferiori.

Molti imprenditori a questo punto penseranno: interessante, ma è impossibile riuscire a convincere i miei creditori ad accettare non solo un pagamento “a saldo e stralcio”, per esempio il 40% del totale, ma anche un pagamento rateizzato in più anni, soprattutto perché in caso di mancata accettazione questi creditori dovranno esser pagati per intero! Certo, in alcuni casi potrà anche essere così, però occorre tenere conto di vari aspetti: innanzitutto con l'Accordo di Ristrutturazione il creditore pagato solo in parte ha vantaggi fiscali non indifferenti, godendo sia della detraibilità dell'Iva che della deducibilità delle perdite, con un risultato concreto che porta quasi a raddoppiare la somma effettivamente offerta. Inoltre, se l'azienda debitrice in difficoltà non potrà accedere all'accordo di ristrutturazione, probabilmente farà istanza di concordato preventivo, i cui costi più elevati di fatto andranno ad incidere sulle somme disponibili per i creditori; sempre poi che non venga dichiarato il fallimento, che solitamente determina ancora meno “entrate” per i creditori.

Di recente (DL 83/2015 convertito nella L. 132/2015) il nostro legislatore ha introdotto alcune agevolazioni per questo procedimento, rendendo più facile l'accordo nel quale sono coinvolte soprattutto banche e finanziarie. Vale allora la pena prendere in considerazione l'accordo di ristrutturazione dei debiti per superare la crisi e salvare l'impresa.

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati
SULLO STESSO ARGOMENTO
La ristrutturazione dei debiti dei consumatori e delle piccole medie imprese

Avv. Laura Durello del 03/01/2012

Tra le novità contenute nello schema di decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 16.12...

Il sovraindebitamento e la procedura di composizione della crisi

Avv. Nicola Soldati del 16/01/2012

Con la pubblicazione del decreto legge 22 dicembre 2011, n. 212 è stato introdotto nel nostro ordina...

Il recesso del socio

Rag. Lisa Di Sacco del 18/01/2012

Il diritto di recesso consiste nel diritto del socio di sciogliere il rapporto contrattuale che lo l...