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Fondi UE per professionisti: cosa sapere

del 08/01/2016

Fondi UE per professionisti: cosa sapere

Sono numerosi i vantaggi che si possono trarre dai fondi Ue per professionisti. La Commissione Europea ha scelto, infatti, di garantire un sostegno importante alle libere professioni attraverso la programmazione 2014 - 2020, che riconosce - appunto - i liberi professionisti come imprese. Tra gli interventi e le iniziative che sono state pensate su misura per questa categoria c'è l'accesso al credito: i liberi professionisti, infatti, hanno l'opportunità di usufruire dei fondi a gestione diretta e dei fondi strutturati europei approfittando del programma COSME e del programma Horizon 2020, ma anche di prendere parte a specifiche attività formative organizzate in funzione delle risorse a disposizione.

I fondi europei per liberi professionisti si inseriscono in un quadro che intende rilanciare l'imprenditoria del Vecchio Continente: proprio per questo motivo è da apprezzare il fatto che tali lavoratori vengano riconosciuti come destinatari di risorse economiche al pari delle imprese, a prescindere dal fatto che tali risorse vengano erogate attraverso le Regioni o gli Stati o siano gestiti direttamente dalla Commissione Europea. La stessa Commissione ha dato il la a una strategia specifica finalizzata a garantire un forte impulso al settore attraverso il cosiddetto Piano d'azione per le libere professioni, a cui è stato dato il nome di Imprenditorialità 2020, che intende estendere ai liberi professionisti i benefit di cui godono le piccole e medie imprese.

D'altro canto, quel che conta per l'identificazione dell'impresa è l'attività economica e non la forma giuridica, come specificato dalla Raccomandazione europea numero 361 del 6 maggio del 2003, che sottolinea che anche le libere professioni rientrano tra le imprese. Il passaggio della Legge di Stabilità 2016 al Senato ha riflessi importanti anche a proposito dei fondi dell'Unione Europea per i giovani imprenditori, in quanto grazie ad essa è stata messa nero su bianco la possibilità per i professionisti di accedere ai fondi strutturali continentali.

L'ordinamento nazionale, in sostanza, si allinea all'ordinamento dell'Unione Europea, che già da tempo considera le libere professioni come esercenti attività economiche in grado di produrre reddito e quindi facenti parte della categoria delle imprese. La norma ha anche lo scopo di evitare difformità di interpretazione tra una Regione e l'altra: difformità che potrebbero avere conseguenze negative sia nel rapporto di concorrenza tra i professionisti e le imprese di una stessa Regione, sia tra i professionisti di Regioni diverse. I liberi professionisti, dunque, sono in tutto e per tutto equiparabili alle Pmi e possono, quindi, concorrere all'ottenimento dei fondi europei.

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