Consulenza o Preventivo Gratuito

Cosa fare in caso di fallimento dell'azienda?

del 04/11/2015

Cosa fare in caso di fallimento dell'azienda?

Cosa fare nel caso di fallimento di un'azienda è una domanda che si pongono diverse categorie di persone, e che a seconda di questa presuppone risposte diverse. Vediamo cosa accade al fallimento di un'azienda per i proprietari, i dipendenti e i creditori.

Il fallimento: cosa succede all'azienda

Partiamo dalla definizione di cosa si intende per fallimento; il fallimento aziendale è una procedura definita concorsuale liquidatoria in termini giuridici, che interessa sia i creditori sia i titolari dell'azienda in questione. Scopo della procedura fallimentare è quello di liquidare i creditori e tutti coloro che a vario titolo vantano un credito nei confronti dell'azienda (ad esempio i dipendenti), eventualmente tramite la vendita dei beni aziendali o personali. Il fallimento non comporta necessariamente la chiusura dell'attività. Essa infatti può continuare tramite la vendita o l'affitto dell'azienda o di parte di essa. I proprietari dell'azienda oggetto di fallimento perdono la possibilità di intervenire nelle decisioni aziendali e di disporre dei beni, che possono però essere sottoposti allo loro custodia in attesa di ulteriori decisioni in merito (vendita inclusa). Anche i beni personali, nei casi previsti dalla legge e dalla forma giuridica aziendale, possono essere inclusi nel fallimento.

Cosa succede ai dipendenti in caso di fallimento aziendale

Nel caso in cui l'azienda presso la quale lavorano fallisca, i dipendenti potrebbero trovarsi ad affrontare la perdita del posto di lavoro. In questo caso essi hanno diritto al riconoscimento delle indennità previste per la disoccupazione, oltre ad eventuali iniziative per il ricollocamento individuate caso per caso. Nell'eventualità in cui l'azienda venga dichiarata fallita ma continui l'attività sotto altra forma (ad esempio con la cessione), i lavoratori possono continuare ad essere impiegati nell'attività imprenditoriale. In caso di mancato pagamento di uno o più stipendi, il lavoratore ha diritto ad accedere al fondo specifico di risarcimento, a cui si può attingere anche per il riconoscimento dell'eventuale TFR. Di solito il pagamento degli arretrati dei lavoratori è il primo dei crediti che viene saldato tramite la vendita dei beni dell'azienda. 

Fallimento azienda: i creditori

I creditori in grado di dimostrare di vantare effettivamente un credito nei confronti dell'azienda oggetto di fallimento, possono chiedere di essere inclusi nel comitato dei creditori, che vigila sul procedimento di fallimento. I crediti possono essere saldati in parte o totalmente a seconda di quanto è possibile ottenere dalla vendita dei beni aziendali e dal recupero dei crediti esigibili da parte dell'azienda stessa. Il curatore fallimentare si occupa di questo tipo di operazioni ed è la figura di riferimento per il comitato creditori, del quale fa parte. 


vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati
SULLO STESSO ARGOMENTO
Il credito ante-fallimento non è un costo in bilancio

del 03/11/2010

Non sono deducibili e quindi non possono essere iscritti in bilancio come costi i crediti non riscos...

Il sovraindebitamento e la procedura di composizione della crisi

Avv. Nicola Soldati del 16/01/2012

Con la pubblicazione del decreto legge 22 dicembre 2011, n. 212 è stato introdotto nel nostro ordina...

Il recesso del socio

Rag. Lisa Di Sacco del 18/01/2012

Il diritto di recesso consiste nel diritto del socio di sciogliere il rapporto contrattuale che lo l...