Con l'approvazione definitiva del decreto legislativo sulla riforma degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, attuativo del Jobs Act, cambierà anche l'assetto dei fondi di solidarietà bilaterali. Dal 2016, infatti, il Fondo di solidarietà residuale assume la denominazione di Fondo di integrazione salariale, soggetto a una nuova disciplina.
Il Fondo interessa i datori di lavoro che occupano più di cinque dipendenti, appartenenti a settori non rientranti nell'ambito di applicazione dalla Cassa integrazione e che non hanno costituito fondi di solidarietà bilaterali. Sarà prevista l'erogazione di una nuova prestazione, ossia l'assegno di solidarietà.
I fondi hanno la finalità di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa. Inoltre, i fondi possono prevedere interventi finalizzati ad assicurare ai lavoratori prestazioni integrative rispetto alle prestazioni previste dalla legge in caso di cessazione del rapporto di lavoro, oppure a contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali.
